Morto per amianto, richiesta di risarcimento

Gli eredi chiedono un milione di euro. Ca’ Farsetti dovrà accantonare la somma in bilancio

I familiari di un operaio dell’Actv che lavorava nella sala macchine dei mezzi ormeggiati al cantiere di Sant’Elena e che è morto in seguito all’esposizione di amianto, chiedono ora al Comune - proprietario dell’azienda di trasporto acqueo - un risarcimento danni postumo di circa un milione e centomila euro.

La richiesta, con la citazione per la causa, è arrivata nei giorni scorsi a Ca’ Farsetti e la notizia è stata resa nota in Commissione consiliare da un rappresentante dell’Avvocatura Civica quando si stava parlando del risarcimento danni che la Giunta ha dovuto accantonare in bilancio per un decesso avvenuto anni fa in seguito a una trasfusione all’ospedale civile. Si tratta di 800 mila euro richiesti per una vicenda di molti anni fa, quando Ca’ Farsetti aveva anche competenze in campo sanitario.

«Anche se ci difenderemo in giudizio» aveva detto l’assessore al Bilancio Michele Zuin «siccome la sentenza di primo grado ci ha dato torto ed è immediatamente esecutiva, abbiamo dovuto accantonare in bilancio la somma. Ma non possiamo creare un fondo di riserva per tutte le eventuali cause mosse al Comune e che l’Amministrazione potrebbe in teoria perdere, perché altrimenti non potremmo nemmeno redigere il documento contabile». Ora però sembra aprirsi un altro fronte: appunto quello dei lavoratori Actv esposti all’amianto nel cantiere di Sant’Elena.

E se la prima richiesta di risarcimento appena presentata dovesse essere accolta in Tribunale, altri potrebbero farsi avanti.

È quello che pensa anche il consigliere comunale della Lista Casson Nicola Pellicani: «Il Comune non può ignorare la cosa, che potrebbe avere conseguenze pesanti, anche perché di un problema di esposizione all’amianto da parte di lavoratori Actv nel cantiere di Sant’Elena non si era finora mai parlato. Si tratta di capire se si tratti di un caso isolato, o se altri lavoratori siano deceduti o abbiano comunque subito danni, perché il problema sarebbe allora serio e il Comune, anche a livello di accantonamenti, non potrebbe ignorarlo».(e.t.)

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