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Senza dimora, 240 posti letto e centro diurno a Ca’ Letizia

Il progetto di assistenza promosso dal Comune si concluderà il 10 marzo 2016 Chiusa di notte la stazione, prevista l’assistenza di Croce Verde e Croce Rossa

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Per il dodicesimo anno il progetto “Senza dimora” entra nella sua fase intensiva con l’avvicinarsi dell’inverno. Coordinato e finanziato principalmente dal Comune, riunisce sedici associazioni e centinaia di volontari che si prestano nel corso di tutto l’anno ad assistere chi vive in mezzo alla strada, e specialmente nel periodo che va dall’1 dicembre al 10 marzo con le uscite notturne, quando il freddo si fa sentire e i rischi per i senza dimora diventano molto più concreti. Nel primo semestre 2015 sono state 209 le persone avvicinate tra Mestre e Venezia per un totale di 3.544 contatti.

Il 73 per cento sono stranieri, in maggioranza dell’Est Europa, e del totale solo il 18 per cento sono donne, ma questo è un dato in crescita. «Poter proseguire questo genere di assistenza è fondamentale», afferma Serena Baccara, coordinatrice del progetto. «Tra gli aspetti più importanti di quest’anno ci sono i 10 posti letto in più predisposti dalla cooperativa Caracol a Marghera, portando il totale ogni sera nelle sei strutture territoriali convenzionate a 240. Inoltre diventa effettivo il progetto “Dimensioni protette” gestito direttamente dalla Casa dell’Ospitalità. Ci saranno due posti letto per uomini e altrettanti per donne destinati ai senza dimora che vengono dimessi dagli ospedali e non possono ritrovarsi subito in mezzo alla strada, avendo bisogno ancora di cure. Non potendo più trovare rifugio alla stazione ferroviaria di Mestre, i senza dimora verranno quindi assistiti da Croce Verde e Croce Rossa con autoambulanze che offriranno un servizio medico itinerante».

Per i cittadini stranieri è stata avviata anche una collaborazione con alcuni consolati, e talvolta sono riusciti anche a rientrare nel loro Paese. «Tra le novità più importanti c’è quella del nuovo centro diurno aperto a Ca’ Letizia», sottolinea l’assessore alle Politiche sociali, Simone Venturini. «Il Comune contribuisce anche quest’anno con 316 mila euro al progetto, e l’obiettivo è quello di aiutare queste persone, tenendole il più possibile lontano dalla strada. A Ca’ Letizia troveranno un luogo caldo, andando a ridurre la pressione su Villa Erizzo, tra i portici e le panchine dei parchi. Ma si dovrà fare qualcosa anche le la cinquantina di migranti in attesa di asilo e giunti via terra in città». Il centro diurno sarà gestito dalla coop Gea e aperto dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 17.30 e due giorni anche al mattino. Dall’1 dicembre sono stati già in media 40 i fruitori a Ca’ Letizia.

Simone Bianchi

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