L'addio a Valeria Solesin. I genitori: "Ragazzi non arrendetevi"

La salma della ragazza uccisa a Parigi portata dai gondolieri. I ricordi degli amici e dei rappresentanti religiosi: "Noi qui uniti. I terroristi hanno perso"
La visita di Renzi e Boldrini alla camera ardente

VENEZIA. Un funerale, tanti ricordi e una promessa: "Qui uniti per battere il disegno dei terroristi". Un'intera città, un'intera Nazione hanno partecipato ai funerali di  Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana dell'Università della Sorbona,  uccisa dai terroristi a a Parigi il 13 novembre.

In gondola l'ultimo viaggio di Valeria

Una cerimonia civile, come ha detto il papà Alberto, e non laica. «Aperta a tutti coloro che vogliono onorarne la memoria». Il feretro  è partito alle 10.45 da Ca’ Farsetti, dove negli ultimi due giorni migliaia di persone le hanno reso omaggio. Corteo acqueo in gondola fino al  Molo di San Marco, poi portato in spalla dai gondolieri fino davanti alla Basilica: la bara appena rialzata e circondata dai fiori, le sedie con i parenti e gli amici d auna parte e le autorità dall'altra, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Difesa Roberta Pinotti.  Piazza San Marca piena di persone, moltissimi i giovani .Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato in forma privata e riservata i familiari di Valeria Solesin. L'incontro, prima del funerale civile, è avvenuto nella Biblioteca nazionale Marciana. Mattarella ha incontrato padre, madre e fratello di Valeria e il fidanzato della giovane uccisa a Parigi. L'incontro è durato circa 15 minuti. In precedenza, a porgere le condoglianze, erano stati il ministro della Difesa Roberta Pinotti e la moglie del premier Matteo Renzi, Agnese.

L'arrivo in Piazza San Marco

 «Ringrazio i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione». Lo ha detto Alberto Solesin, prendendo la parola ai funerali della figlia Valeria. Il padre di Valeria, che ha espresso riconoscenza per il sostegno avuto dalla Farnesina e dalle autorità diplomatiche di Parigi, ha quindi ringraziato il Presidente della Repubblica «che ha voluto - ha detto - con la sua presenza dare un segno di unità nazionale. E ringrazio le istituzioni di questo Paese con il Ministro Pinotti qui presente e il sindaco di Venezia». «In Francia - ha aggiunto - Valeria ha iniziato a definire il suo progetto di vita spinta dalla curiosità del mondo. Ripensando a mia figlia - ha proseguito - non voglio isolare la sua immagine dal contesto nel quale viveva a Parigi, l'istituto di demografia, l'università, il bistrot dove amavano incontrarsi tanti ragazzi e ragazze come Valeria, gioiosi, operosamente rivolti verso un futuro che tutti come lei vogliono migliore». «Qualcuno ci ha detto in questi giorni che la nostra famiglia ha rappresentato un esempio di compostezza e dignità quasi che noi potessimo significare un esempio per molti. Se questo è appena lontanamente vero, dico che questo era dovuto e dedicato a tutte le Valerie e Andrea che lavorano, studiano, soffrono e non si arrendono».

L'inno d'Italia e La Marsigliese hanno aperto la cerimonia.

Toccanti anche i messaggi letti dal sindaco, dagli amici, dal ministro Pinotti che ha letto il messaggio del presidente francese Francois Hollande, del patriarca di Venezia, che ha benedetto la bara e si è rivolto ai terroristi: "Chiedete perdono, non ci porterete a odiare". Quindi il messaggio del rappresentante della comunità islamica Mohammed Amin Al Ahdab.

Il ministro Pinotti ha voluto fare proprie anche le parole del fratello di Valeria, Dario: "La nostra sfide dev'essere sempre quella di cambaire le cose, mai fermarsi, mia sorella non me lo perdonerebbe mai. Non sento rabbia, ma soltanto un enorme vuoto. E una consapevolezza: non dargliela vinta".

"Valeria, Venezia non ti dimenticherà mai", ha detto il sindaco Luigi Brugnaro, visibilmente commosso. "Valeria era una bella persona, studiosa, impegnata e generosa, vittima di barbara follia".

Al leggio davanti alla bara si sono alternati i ricordi affettuosi degli amici. Poi, come richiesto dalla famiglia, è arrivato anche il messaggio e la preghiera del patriarca Moraglia, dell'imam Mahamed e del rabbino Rav Bahbout: da tutti parole tenere per Valeria e la sua famiglia e durissime a condanna dei terroristi.

"La vostra cultura", ha detto il patriarca Moraglia rivolgendosi ai fanatici assassini, "ci fa inorridire ma non ci intimidisce. Ci sgomenta perché indegna dell'uomo, ma ci fortifica nell'opporci ad essa con ogni nostra forza sul piano culturale, spirituale, umano". Poi, dolcemente: "Carissima Valeria, l'ultimo pensiero è per te. Ci lasci come tuoi valori il tuo impegno nello studio e nel volontariato, il tuo desiderio di spenderti per una società più giusta".

"La nostra comunità vuole dirti che non in nome del nostro Dio, non in nome della nostra religione, che è una religione di pace, e certamente non nel nostro nome ti hanno assassinato come le altre vittime a Parigi e nel mondo", hanno detto  i rappresentanti della comunità islamica di Venezia , "Cara Valeria la tua vita non è sprecata invano perché aiuterà ad accendere il sole in questi paesi talmente vicini e tanto amati e martoriati", "con te si è persa una persona che appartiene alla nostra comunità italiana indipendentemente da etnia e religione".

Venezia, l'addio a Valeria Solesin da San Marco

Infine, ha preso la parola il rabbino di Venezia, Rav Shalhom Bahbout: "Le parole che hai sentito, Valeria, ti accompagneranno nella tua vita eterna. Noi pensiamo che i giusti non moriranno mai", "potrai essere un grande esempio per noi - ha aggiunto -, il mondo è stato creato per persone come te che vogliono condividere il bene ricevuto. Tu avresti potuto essere  uno dei leader che possono cambiare il mondo".

Una cerimonia civile e affettuosa, come l'aveva immaginata la famiglia Solerin per il saluto alla loro Valeria.

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