Mose, ora è giallo sul termine dei lavori

Commissione consiliare in visita all'Arsenale. La consegna potrebbe slittare a dicembre 2018. Spending review dei commissari in atto, si attende il via libera a 221 milion

VENEZIA. Commissione consiliare in visita all’Arsenale, alla sede del Consorzio Venezia Nuova, ieri mattina, per vedere a che punto sono i lavori che hanno raggiunto l’85% della realizzazione. Il Mose verrà a costare, stando alle previsioni iniziali, 5 miliardi e 493 milioni. Resta il giallo sulla fine dei lavori. In mattina Hermes Redi, direttore del Consorzio Venezia Nuova, aveva detto che i lavori sarebbero terminati a dicembre 2018, per poi correggersi nel pomeriggio e riconfermare la data ufficiale di giugno 2018. L’ingegner Francesco Ossola, uno dei tre commissari del Consorzio Venezia Nuova, ha voluto ribadire che assieme ai colleghi è in corso un’operazione di spending review finalizzata a tagliare tutto il tagliabile dalle spese correnti. In questo modo si potrebbe riuscire a non chiedere al governo (o, almeno, a chiederla solo in parte) quella somma di 221 milioni destinata a opere complementari. Una somma che al momento è comunque prevista (e di cui si attende il finanziamento da parte del governo) e che comprende l’impermeabilizzazione di Piazza San Marco che si stima costare 50 milioni. Questa cifra, inclusa nella previsione totale, è stata inserita nel Def 2015 che ha una valenza triennale: i soldi possono arrivare in parte o tutti insieme, a seconda di quanto sarà previsto nella Legge di Stabilità una volta approvata. Per opere complementari si intendono interventi ambientali richiesti dall’Unione Europei, rimozione di cantieri e opere di inserimento architettonico e paesaggistico prescritte dalla Commissione per la Salvaguardia di Venezia. Già con la decisione di non costruire il secondo Jack Up si potrebbe risparmiare la cifra necessaria a realizzare l’intervento di impermeabilizzazione di Piazza San Marco che i veneziani chiedono da tempo, in particolare i commercianti della zona. Tornando ai finanziamenti, quindi, la somma già stanziata al 31 dicembre 2014 è di 5 miliardi e 272 milioni di cui 4 miliardi e 754 milioni già stanziati e utilizzati, mentre 518 non sono ancora disponibili. «Primo obiettivo dell’amministrazione straordinaria» avevano detto i commissari nel luglio scorso «sarà quello di garantire il regolare afflusso dei finanziamenti stanziati e non ancora disponibili», in modo da poter garantire la consegna dell’opera nei tempi previsti (30 giugno 2018). Il direttore Redi è poi tornato su un punto cruciale che bisognerebbe affrontare senza lasciare che passi troppo tempo. Chi prenderà la decisione di alzare le paratoie? Per adesso il Centro Maree di Ca’ Farsetti si era reso disponibile, ma oltre a quello ci sono anche il centro maree del Consorzio Venezia Nuova e quello dell’Ispra. «La gestione dovrebbe provenire dal settore pubblico» ha detto Redi «ma c’è bisogno che le autorità prendano in mano la questione e costruiscano una visione del futuro. Spero che Luigi Brugnaro, soprattutto in veste di sindaco della Città Metropolitana, lo abbia fatto presente al premier Matteo Renzi». Martedì prossimo, 10 novembre, verranno poi aperte le buste con i nomi delle società candidate alla costruzione delle paratoie di San Nicolò, a Lido sud, dopo l’annullamento della precedente assegnazione andato a una società che poi si è rivelata in fallimento, la Cordioli. Per quanto riguarda invece le paratoie di Malamocco e Chioggia sono in fase di costruzione da una società Brodosplit che ha sede a Spalato, in Croazia. Altri lavori in corso riguardano l’impiantistica, mentre rimangono ancora sette gare da indire.

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