La dynasty Conte tra associazioni e politica

Il padre Franco guida il Codacons, tra i figli Silvia è sindaco a Quarto e Davide assessore a Bologna

L’ultimo arrivato a ricoprire un incarico pubblico nelle istituzioni locali è Davide, 40 anni, da poche ore assessore alla Cultura a Bologna nella giunta di centrosinistra di Virginio Merola. Prima di lui però il salto nell’arena della politica era stato fatto dal padre Giuseppe e dalla sorella Silvia.

Per non dire dei numerosi incarichi ricoperti dai vari membri della famiglia in fondazioni e associazioni di volontariato.

Qualcuno potrà pensare che con sette figli la probabilità è statisticamente più alta ma in città c’è già chi parla della dynasty Conte, qualche volta mettendo all’arco della polemica politica frecce un po’ velenose. «C’è un fantasma che si aggira nel Paese, è quello dell’invidia», dice Franco Conte che aggiunge scherzando: «Il pilastro della famiglia è mia moglie Enrica, con la quale tra due anni festeggerò le nozze d’oro. Io per lavoro sono stato spesso in giro e così a quanto pare non ho fatto troppi danni». Una famiglia cresciuta ell’associazionismo cattolico. Partiamo da Franco Conte. Ex dirigente d’azienda è stato per oltre dieci anni consigliere comunale, con la Margherita e con il Pd, delegato alla famiglia nell’ultima giunta di Massimo Cacciari.

Oggi è presidente regionale del Codacons - l’altro giorno era in tribunale a Venezia per costituirsi parte civile nel processo Mose - e dell’associazione Anla, acronimo che sta per associazione nazionale lavoratori anziani. Accanto a lui la moglie, Enrica Carabelli, già professoressa di matematica nelle scuole medie della città, è presidente dell’associazione Avulss, associazione per il volontariato socio sanitario che si occupa, tra le altre cose, di accompagnare gli anziani ospiti delle case di riposo a fare visite o esami in ospedale.

Poi ci sono i sette figli, tre dei quali ricoprono o hanno ricoperto incarichi pubblici nelle istituzioni del territorio. Maria Laura, per anni alla guida della Fondazione Oasis, è stata la prima donna a diventare portavoce di un cardinale, Angelo Scola, negli anni in cui l’attuale vescovo di Milano è stato patriarca di Venezia, che poi la volle alla guida della Fondazione dedicata a promuovere il dialogo tra le religioni diverse. Silvia è invece sindaco del comune di Quarto d’Altino. La scelta di entrare in politica è del 2011 quando si candida alla guida del paese alle porte di Mestre con una lista civica sostenuta dal Pd. Ci ha provato - senza riuscire ad entrare a Palazzo Ferro Fini - anche con le ultime elezioni regionali, sempre con il Pd.

Lo stesso Partito democratico nel quale milita il cognato Andrea Ferrazzi - ex assessore all’Urbanistica della giunta Orsoni, oggi consigliere di opposizione - marito di Stella, professione insegnante. «È chiaro che ognuno può pensare quello che vuole», aggiunge Franco, «ma credo tutto questo attivismo sia legato al fatto che in famiglia ci siamo sempre occupati anche degli altri, e abbiamo educato i nostri figli a farlo. Poi ognuno ha preso la propria strada». (f.fur.)

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