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Meno bimbi vaccinati: in aumento le malattie

I dati del Pronto soccorso pediatrico di Padova: in un anno raddoppiati i casi di varicella, triplicati quelli di morbillo

Elisa Fais
2 minuti di lettura

PADOVA. Hanno salvato milioni di vite, ma oggi i vaccini fanno paura a tanti genitori. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: sempre meno bimbi vengono vaccinati e le istituzioni iniziano a temere possibili epidemie. A Padova, un po’ come nel resto d’Italia, la copertura è scesa sotto il 95%, la soglia di sicurezza fissata dal Ministero della Salute. Sull’argomento (soprattutto sul web) circolano una marea di informazioni, dove diventa facile confondere le opinioni con i fatti. Intanto però inizia a crescere il numero di bambini contagiati e solo dieci giorni fa, a Bologna, una neonata di 28 giorni è morta di pertosse. Lo scorso anno 11 bimbi padovani, di età compresa tra zero e quindici anni, si sono ammalati di pertosse. Nel 2013, invece, era stato segnalato un unico caso al Dipartimento di Prevenzione, igiene e salute pubblica dell’Usl 16. Il vaccino contro la pertosse è contenuto nel cosiddetto “esavalente”, che viene somministrato al terzo, quinto e tredicesimo mese di vita.


«I numeri parlano chiaro», dichiara Susanna Masiero, medico del Pronto soccorso pediatrico dell’Azienda Ospedaliera di Padova, «i genitori devono essere consapevoli dei rischi che corrono i loro figli se non vaccinati. Ricordo che le reazioni avverse alle iniezioni sono minime. Gli effetti gravi immediati sono legati ad una reazione allergica che si verifica meno di una volta su un milione di dosi inoculate. I vaccini non fanno diventare i bambini autistici: è una bufala smentita da ogni fonte scientifica sulla quale purtroppo si gioca ancora».
Negli ultimi due anni sono saliti anche i casi di morbillo passando da 4 nel 2013 a 15 nel 2014. Il vaccino contro il morbillo (assieme a rosolia, parotite e varicella) è previsto il 14esimo mese di vita, con richiamo a 5-6 anni. «Il morbillo potrebbe sembrare una malattia innocua, ma prima della diffusione del vaccino le morti erano frequenti. L’Oms parla di 750 mila morti nel mondo nel 2001, scese tra il 2002 al 2007 a 197 mila. La malattia può portare a encefalite, polmonite o epatite fulminante. Lo scorso anno cinque pazienti erano gravi ed è stato necessario ricoverarli», specifica Masiero.
Anche la varicella non è da meno: 41 casi nel 2013 e 81 nel 2014. Le malattie da pneumococco (un batterio) segnalate nel 2013 e 2014 sono stabili con 8 casi all’anno. «Le malattie invasive batteriche cioè meningiti, sepsi o polmoniti determinano serie complicanze», spiega il medico, «Le sepsi da meningococco hanno conseguenze neurologiche e possono causare anche lesioni necrotiche con necessità di amputazione degli arti. È accaduto anche nel nostro dipartimento,
nel 2013 abbiamo dovuto amputare tutti e quattro gli arti di un bambino per salvargli la vita. Quest’anno la Regione ha inserito nel calendario il vaccino contro il meningococco B che si aggiunge ai vaccini contro il meningococco ceppi A, C, W, Y e pneumococco».

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