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Cerca di corrompere due vigili ma viene registrato dal cellulare

A processo Ivano Sartori, il gioielliere di Arzegrande che è latitante in Florida. Fermato in auto con un’amica alla guida senza patente ha tentato di “comprare” gli agenti

Giorgio Cecchetti
2 minuti di lettura

CHIOGGIA. Il 50enne gioielliere di Arzergrande Ivone Sartori è latitante in Florida: a Padova lo accusano di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, ma al Tribunale di Venezia, che lo deve giudicare per istigazione alla corruzione e per minaccia, ha spedito un certificato medico firmato da un cardiologo, nel quale c’è scritto che è stato colpito da un infarto e che in Italia non può venire, non tanto perché se arrivasse finirebbe in manette, ma perché il suo cuore non sopporterebbe il lungo trasferimento aereo dagli Stati Uniti. Il difensore ha chiesto ancora una volta il rinvio del processo per motivi di salute ma i giudici lagunari, sulla base della documentazione presentata dal pubblico ministero Roberto Terzo, hanno respinto la richiesta e hanno aperto il dibattimento.
È stato sentito il primo testimone, uno dei due vigili del Comune di Chioggia che avrebbero subito le minacce. Il 24 ottobre di tre anni fa, Sartori era in auto, un’Audi intestata alla «Bgf srl» di Arzergrande, assieme alla 27enne di Vigonovo Elena Tosato: a guidare la macchina era la giovane. I due erano stati fermati da una pattuglia della Polizia municipale di Chioggia per un controllo e, naturalmente, i vigili avevano chiesto la patente di guida alla Tosato, che però non aveva potuto mostrarla perché le era stata ritirata. Allora, Sartori aveva cercato di blandire i due vigili, spiegando loro che avrebbero potuto redigere il verbale sostenendo che era lui al volante e non la giovane. «Se avete bisogno di qualunque cosa», aveva affermaro, «abbiamo delle gioiellerie, venite da noi, scambiamoci i favori. Facendo così ci demolite, fate la multa a me e il problema è risolto». Parole che uno dei due vigili, all’insaputa di Sartori, aveva registrato con il suo cellulare, tenuto nascosto nella tasca. E il Tribunale, nella scorsa udienza, ha fatto trascrivere la registrazione che è entrata nel processo. Così, non c’è solamente la testimonianza dei due vigili a riferire le parole dell’imputato, ma la registrazione di quello che ha detto. Comunque, non è finita: visto che non riusciva a convincerli, Sartori, alla fine, li aveva minacciati dicendo che l’avrebbe fatta pagare ad entrambi.
Elena Tosato, che inizialmente era una semplice testimone, è diventata poi imputata in questo processo: deve rispondere di favoreggiamento nei confronti dell’amico. Il 15 gennaio 2013 era stata chiamata dalla Polizia giudiziaria a riferire sull’episodio come persona informata sui fatti. A chi la interrogava ha spiegato che non c’era lei alla guida dell’Audi, ma che al volante c’era Sartori. Purtroppo non sapeva dell’esistenza di quella registrazione, che la smentisce senza ombra di dubbio e si è trovata sul banco degli imputati. Ieri, il vigile ha ribadito quello che già aveva scritto nel suo rapporto e che è confermato dalla registrazione. Il Tribunale presieduto dal giudice Stefano Manduzio ha rinviato l’udienza al 29 ottobre prossimo, giorno in cui sarà ascoltato il secondo vigile di Chioggia e verrà poi data la parola alle parti.
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