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Grandi navi, la mostra di Berengo Gardin al Negozio Olivetti

Il fotografo ha comunicato la sua rinuncia ai Musei civici per palazzo Ducale, ma sarà il Fai a ospitarla a Venezia

Enrico Tantucci
2 minuti di lettura
Un'immagine dal sito del Fai della mostra sulle grandi navi di Berengo Gardin 

VENEZIA. «Salta» definitivamente la mostra fotografica sulla Grandi Navi di Gianni Berengo Gardin a Palazzo Ducale, poco gradita al sindaco Luigi Brugnaro che aveva invitato la Fondazione Musei Civici a bloccarla, in attesa di ridefinirla con altri contributi, come ad esempio le tavole del progetto alternativo Tresse Est al passaggio delle navi da San Marco, a lui caro. Ma i «Mostri a Venezia» di Berengo Gardin - questo il titolo dell’esposizione che lo scorso anno il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) aveva già ospitato a Villa Necchi, a Milano - in laguna si vedranno lo stesso, a duecento metri di distanza dalla sede prevista.

A organizzare la mostra, infatti, sarà lo stesso Fai, in un altro spazio prestigioso dell’area marciana: il Negozio Olivetti progettato da Carlo Scarpa, di proprietà delle assicurazioni Generali ma da due anni gestito dall’istituzione ambientale. È una svolta clamorosa nella tormentatissima vicenda della mostra di immagini di Grandi Navi a Venezia, che si trascina ormai da due anni. Ma andiamo con ordine. A ritirare la disponibilità a esporre le sue foto a Palazzo Ducale - dopo il lungo stallo seguito allo stop improvviso di Brugnaro, che ha bloccato la mostra che doveva inaugurarsi il 18 settembre, secondo i programmi già stilati e presentati dalla Fondazione Musei Civici - è stato lo stesso Berengo Gardin, con la Fondazione Forma che lo assiste.

Alla Fondazione è infatti già arrivata nei giorni scorsi una lettera del fotografo e della Fondazione Forma, che lo assiste, cortese e garbata nei toni, ma che prendeva atto, di fatto, dell’impossibilità di organizzare la mostra delle foto di Grandi Navi alle condizioni stabilite in precedenza, rinunciando. Ma la volontà di Berengo Gardin resta quella di organizzare comunque una mostra a Venezia in uno spazio “pubblico” perché anche i veneziani vedano e discutano delle sue immagini che documentano l’impatto visivo del passaggio delle «corazzate» da crociera nel Bacino di San Marco. Di qui la ricerca di un’alternativa e la disponibilità del Fai a organizzare anche a Venezia la mostra che per primo il Fondo per l’Ambiente Italiano aveva ospitato a Villa Necchi.

Trattative sono in corso in questi giorni per definire esattamente il periodo e la durata della mostra, ma è già ripartita la predisposizione del catalogo - a cui Berengo Gardin tiene molto - che vedrà ora anche il contributo del Fai, oltre a quelli già previsti, a cominciare dall’intervento dell’architetto Vittorio Gregotti. Le dimensioni delle foto di Berengo Gardin sono tali che potranno comunque essere agevolmente esposte - una trentina in tutto - anche in una sede più raccolta rispetto a Palazzo Ducale come il Negozio Olivetti.

Certo è che la clamorosa svolta nella vicenda della della mostra delle immagini di Berengo Gardin - con la sua realizzazione nel Negozio Olivetti anziché al Ducale - rischia di aprire un nuovo fronte polemico, perché rappresenta, nei fatti, una «sfida» a Brugnaro che aveva cercato di bloccarla, con tutte le polemiche conseguenti e le prese di posizioni contrarie a livello nazionale, da Adriano Celentano a Salvatore Settis.

Chissà se ora il nuovo sindaco di Venezia, appresa la notizia che l’esposizione di Gianni Berengo Gardin si farà ugualmente, non proverà a organizzare rapidamente una «contro-mostra» sulle Grandi Navi, per dare spazio - come aveva già dichiarato - anche a visioni e opinioni diverse. «Dobbiamo rappresentare i vari punti di vista! - aveva twittato - Basta “esclusiva” ai cosiddetti “intoccabili”. Concorso pubblico sulle foto alle Grandi Navi».

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