Grandi navi, il Pd appoggia il progetto di Brugnaro

Clamoroso annuncio di Moretti e Ferrazzi, capigruppo in Regione e Comune: «Soluzione giusta, servono tempi rapidi»

VENEZIA. Svolta clamorosa nel Pd veneziano e veneto sul problema Grandi Navi, con i capigruppo in Regione Alessandra Moretti e in Comune Andrea Ferrazzi che «aprono» al progetto alternativo al passaggio delle navi crociera dal Bacino di San Marco caro al sindaco Luigi Brugnaro e al presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa: lo scavo del canale Vittorio Emanuele. «È necessario chiudere al più presto la partita “grandi navi”. È questa la richiesta che ho rivolto al Governo per risolvere un problema che si sta trascinando da tanto, troppo tempo», dichiara infatti Alessandra Moretti, dopo un incontro presso il ministero per le Infrastrutture e i Trasporti. Ho quindi sollecitato i ministeri competenti a concorrere per l’individuazione di una soluzione in tempi rapidi, tenuto anche conto che il decreto Clini-Passera ha esaurito la sua funzione» continua Moretti.

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«È arrivato il momento di trovare - prosegue il capogruppo del Pd in Regione - una soluzione definitiva che tuteli in primis la città, il suo delicato equilibrio ambientale e il suo patrimonio storico-artistico, ma anche l'indotto occupazionale e il comparto produttivo che investe non solamente la nostra regione ma tutto l'Adriatico. Gli ultimi dati a disposizione dicono che, a causa dei limiti, c’è stata una diminuzione di 250 mila passeggeri, cosa che ha provocato una perdita di oltre 40 milioni di euro di spesa diretta nel comparto. Questo solo nell’ultimo anno, mettendo in crisi il sistema portuale nel suo complesso. Questa situazione d'impasse è deleteria per tutti: per Venezia, che non può più permettersi che le grandi navi attraversino il cuore della città, e per le compagnie di crociera, che hanno necessità di programmare con almeno due anni di anticipo il loro calendario». Ed ecco quindi la svolta sul progetto caro a Brugnaro.

«Allo stato attuale, previa ovviamente la valutazione di impatto ambientale» conclude Moretti «mi sembra che la soluzione del canale Vittorio Emanuele, su cui punta anche il sindaco Brugnaro, riesca a coniugare e tutelare la salvaguardia ambientale, i posti di lavoro, la stazione marittima e l’indotto economico. Sono finiti i tempi delle proposte fumose: l'orizzonte è cambiato e su questo il governo non transige. Soprattutto verso chi esita e rimpalla responsabilità, scegliendo di non decidere».

Fa da sponda alla Moretti il capogruppo del Pd in Consiglio comunale di Venezia, Andrea Ferrazzi, per cui «non è più procrastinabile una decisione strutturale di lungo periodo che coniughi rispetto ambientale e sviluppo del porto e dei posti di lavoro. La soluzione del Vittorio Emanuele, che ovviamente dovrà essere sottoposta alla valutazione di impatto ambientale, può essere la via per risolvere velocemente la questione. Insieme alla Capogruppo in Consiglio regionale, Alessandra Moretti, lavoreremo con il Governo, la Regione e il Comune perché non si perda altro tempo».

Va ricordato che solo poche settimane il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda aveva scritto una lettera sul problema Grandi Navi inviata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e a quelli all'Ambiente Gian Luca Galletti e alle Infrastrutture Graziano Delrio, in cui dichiarava testualmente: «Lo scavo e l'ampliamento di nuovi canali (Contorta o Vittorio Emanuele, non cambia) produrrebbe l'appiattimento anche di larghi spazi lagunari molto vicini a Venezia storica e insulare, che verrebbe così messa a forte rischio direttamente sia dal flusso delle maree, sia dal conseguente aumento vistoso della forza del moto ondoso». Zanda scriveva ai ministri che «la soluzione definitiva non può che essere quella di un terminale di attracco delle grandi navi fuori dalla laguna». A chi dare retta, all’interno del Pd?

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