«Vergogna, fermate la Vallenari bis»

Trecento persone in municipio, esplode la rabbia di cittadini e opposizioni: «Sospendere il cantiere, ci sono irregolarità»

La contestazione ai cantieri del secondo lotto della Vallenari bis ha portato nel Municipio di Mestre, ieri, trecento persone a protestare, con striscioni, una raffica di interventi e un “Vergognatevi ” finale durante l’audizione del comitato “Cittadini insieme per vivere Mestre” davanti alla quarta commissione consiliare (Traffico, Mobilità), presieduta da Renzo Scarpa. Si è trattata della prima commissione tenutasi in via Palazzo, in un clima decisamente acceso.

La protesta dei cittadini. Ai consiglieri, una trentina, è stato consegnato un corposo documento contro la realizzazione del Peep di Bissuola e del secondo lotto di una viabilità definita di quartiere ma contestata dai cittadini, studenti e centri sociali perché «ritenuta in realtà un collegamento tra Tessera e Mestre a servizio del Quadrante». Strada pensata cinquant’anni fa e oggi inutile.

Mara Franco, presidente del comitato, Roberto Scarpa e Paolo Celant hanno evidenziato tutti i dubbi e i sospetti di irregolarità sul programma integrato e il cantiere partito con carattere d’urgenza a due settimane dal via alle scuole, chiedendo alla fine la «revisione in autotutela del progetto con un pronunciamento del consiglio comunale e opportune verifiche in commissione. Altrimenti avrà un seguito la cosa». La Franco poi spiega che si pensa a ricorsi al Tar e alla magistratura. Le contestazioni riguardano anzitutto l’ingente spesa (17 milioni e mezzo in mutui Bei che si accolla Avm con un cantiere da 7 milioni e mezzo di euro e altri 2 milioni per gli espropri) in tempi di bilancio comunale ridotto all’osso che penalizza il sociale e i servizi ai cittadini. No a case fino a 68 metri di altezza fronte via Sansovino. Dubbi anche sul costoso interramento dell’elettrodotto Terna (7 milioni) a carico dei costruttori nell’area Peep.

I dubbi di irregolarità. E poi le presunte irregolarità e l’assenza di trasparenza denunciata dai cittadini: tra le contestazioni ci sono questioni ambientali (ci sono specie di orchidee tutelate da norme comunitarie che rischiano di sparire come l’antica via dei Cavergnaghi). La giunta aveva previsto la cessione gratis dei terreni e invece «le decisioni operative degli uffici hanno contraddetto le scelte di giunta e consiglio» con onerosi espropri. Poca trasparenza sulla Vinca e nessuna valutazione ambientale strategica, dubbi sull’invarianza idraulica e sulla assegnazione ad un consorzio che opera solo al Peep Bissuola Sud, e non anche nel Nord.

Via Fradeletto. Anche Luciano Pescarollo per i cittadini di via Fradeletto alla fine applaude la protesta: «Ci avevano detto che questa strada avrebbe risolto i nostri problemi ma tutti questi dubbi devono fare pensare. Verificate, è giusto. Alla politica ricordo però che noi da vent’anni aspettiamo che ci tolgano le auto da sotto casa».

Boraso gela le speranze. Contestato l’assessore alla Mobilità Renato Boraso che nega speranze per un blocco dei cantieri. «Il sindaco ha già tentato di revocare il cantiere ma è impossibile. Farlo significa accollarsi qualche milione di euro di riserve e altrettanti di penali. Quella viabilità, costo 17 milioni e mezzo, è nelle previsioni del Prg ed è stata confermata dal Pat e dal Pum come un bypass urbano da Favaro a via Sansovino». Per Boraso «le corsie sono passate da 4 a 2 e c’è la partita aperta della mitigazione ambientale: si possono piantare più alberi di quelli che vengono tagliati». I cittadini non ci credono. Restano in silenzio i consiglieri di maggioranza che hanno discusso della questione con il sindaco al mattino.

Opposizioni all’attacco. Il Movimento 5 Stelle sposa i dubbi di legittimità: «È palese l’illegittimità della procedura». «Di fronte a questo pastrocchio e visto che il sindaco è già riuscito a mettersi d’accordo con Sacaim sul Palacinema e a modificare il progetto sulla Riviera, faccia lo stesso per la Vallenari bis e avrà il nostro appoggio», dice Scano. Nicola Pellicani (Lista Casson) è durissimo: «Questo è un pasticcio su cui voglio vederci chiaro. Sull’iter ci sono tanti punti da chiarire e quell’opera rischia di essere inutile. Meglio fermare il consumo di suolo e recuperare il costruito di Mestre, vetusto e mal realizzato. Chiedo venga sospeso il cantiere e si provveda in commissione a verificare le procedure con risposte certe dagli uffici».

La commissione. Alla fine Renzo Scarpa congeda tutti mentre i cittadini urlano: «Vergogna». E spiega: «Adesso su richiesta di cittadini e opposizioni valuteremo con la giunta e il sindaco la possibilità di discutere in commissione di tutti i dubbi di illegittimità denunciati e della sospensione dei lavori richiesta».

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