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Bimbo gioca in spiaggia e si ritrova tra le mani un ordigno della seconda Guerra mondiale

Francesco Macaluso

E' accaduto domenica davanti al camping Valdor: intervenuti la Capitaneria e gli artificieri. Era deformato, ma ancora carico di esplosivo

CAVALLINO. Bambino gioca sulla spiaggia e si ritrova tra le mani un proiettile da 75 mm risalente alla seconda Guerra Mondiale, finché un bagnino non se ne accorge e, allarmato, chiama la Capitaneria di Porto.

E' accaduto domenica pomeriggio,davanti al camping Valdor di Cavallino-Treporti, facendo scattare l'intervento della Guardia costiera che, con estrema cautela, ha preso in consegna l'ordigno portandolo alla Capitaneria di porto di Jesolo e Cavallino-Treporti - in modo da liberare quanto ...

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CAVALLINO. Bambino gioca sulla spiaggia e si ritrova tra le mani un proiettile da 75 mm risalente alla seconda Guerra Mondiale, finché un bagnino non se ne accorge e, allarmato, chiama la Capitaneria di Porto.

E' accaduto domenica pomeriggio,davanti al camping Valdor di Cavallino-Treporti, facendo scattare l'intervento della Guardia costiera che, con estrema cautela, ha preso in consegna l'ordigno portandolo alla Capitaneria di porto di Jesolo e Cavallino-Treporti - in modo da liberare quanto prima la spiaggia da ogni rischio - avvisando nel contempo il nucleo artificieri, che lo hanno ritirato per farlo brillare.

Si tratta di un proiettile lungo una trentina di centimetri, prodotto nel 1943,  ancora integro nel suo contenuto detonante, anche se deformato dal lungo periodo di ossidazione esposto agli agenti atmosferici. «Si tratta di un proiettile da artiglieria da 75 millimetri», spiega il noto collezionista di cimeli bellici, Furio Lazzarini, «molto utilizzato in entrambi i grandi conflitti mondiali. Nel primo, erano in dotazione sia all’esercito italiano che a quello austriaco e in quanto calibro medio di grande utilizzo potevano essere sparati sia da terra che dall’artiglieria delle navi. Normalmente vengono resi inoffensivi dalla permanenza nell’acqua salata, mentre in questo caso si tratta di un’ogiva ancora inesplosa da far brillare»