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«Tornelli Actv fuori uso? Colpa dei vandalismi»

«Fatto 100 il numero dei tornelli fuori servizio, 90 sono fermi a causa degli atti di vandalici, 5 perché aperti incautamente dai passeggeri che non attendono l’apertura automatica e li forzano, 5...

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«Fatto 100 il numero dei tornelli fuori servizio, 90 sono fermi a causa degli atti di vandalici, 5 perché aperti incautamente dai passeggeri che non attendono l’apertura automatica e li forzano, 5 per guasti, che in questa percentuale sono fisiologici. Ogni anno spendiamo un milione di euro per riparare i danni dei vandali ai pontili e pensiline: abbiamo dovuto cambiare quattro volte lo schermo di una biglietteria automatica infranto con un martelletto ogni volta che lo aggiustavamo e il tornello della Giudecca è stato danneggiato dai vandali ben tre volte».

È un fiume in piena il presidente di Avm, Giovanni Seno, all’indomani del disservizio - dovuto a un black out elettrico in zona - dei tornelli del nuovo pontile di Rialto, con le immagini delle persone costrette a “strisciare” sotto le barriere chiuse, che hanno fatto il giro del web: blocco rimediato dalla centrale operativa aprendo i tornelli e ripristinando il servizio poco prima di mezzogiorno. Seno nega che ci sia un problema di manutenzione legato alla fragilità delle barriere e alla loro esposizione all’esterno, che pure si possono trovare fermi qua e là tra i pontili.

«Il vandalismo è una piaga sociale grave: bisogna che la città affronti il problema», prosegue Seno, che conferma un problema di funzionamento solo per i varchi del Lido, i primi installati, con porte apribili: «Una tecnologia effettivamente delicata, che infatti è stata subito sostituita. Guasti ci possono sempre essere, sono fisiologici in misura minima, ma la stragrande maggioranza dei tornelli fermi è vittima di atti di teppismo».

Un problema - quello della continua manutenzione dovuta a danni dolosi - che si unisce alla continua, cattiva abitudine di entrare dall’uscita. Maleducazione, ma talvolta - in alcuni pontili gremiti di turisti, come alle fondamente Nuove o alla Ca’ d’Oro - anche l’unico modo per residenti o lavoratori per riuscire a salire a bordo di battelli affollati di visitatori, che pure pagano biglietti salati. Tanto che è stata annunciata per l’autunno la sperimentazione di accessi privilegiati per i possessori di tessera Imob, al pontile di Rialto.

«Le persone devono abituarsi non solo a non entrare dall’uscita, ma anche a passare la tessera sulle validatrici, non solo perché è giusto così, ma anche per permetterci di poter dimostrare il reale numero dei nostri passeggeri», conclude il presidente Seno, in una sorta di appello, «soprattutto in prospettiva della distribuzione dei contributi pubblici non più in misura dei chilometri percorsi e delle ore di navigazione effettuate, ma del numero dei passeggeri trasportati. Chi non “bippa” è come se non fosse mai salito a bordo dei mezzi Actv: per questo è molto importante che anche gli abbonati lo facciano, perché i progetti di distribuzione dei contributi stanno appunto andando in questa direzione».

Roberta De Rossi

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