Fumo nero dalla Grimaldi L’armatore: «Non si ripeterà»

MARGHERA. Non è stata un’allucinazione la nuvola nera dello scorso primo agosto che si è vista per chilometri uscire dai camini della nave «Eurocargo Trieste» del Gruppo Grimaldi che collega Fusina a...

MARGHERA. Non è stata un’allucinazione la nuvola nera dello scorso primo agosto che si è vista per chilometri uscire dai camini della nave «Eurocargo Trieste» del Gruppo Grimaldi che collega Fusina a Patrasso. La società ha ammesso che c’è stato un problema tecnico al motore, risolto una volta che la nave è arrivata a Patrasso. In questi giorni le foto dell’imbarcazione e della scia, scattate da più persone che avevano visto la colonna di fumo da Venezia e dal Cavallino, sono state analizzate dall’associazione «Gruppo 25 Aprile» che ha chiesto ufficialmente alla Capitaneria di Porto di spiegare come avvengono i controlli e se vengono rispettate le direttive europee sul «tenore di zolfo per combustibili marini». La compagnia ha fatto sapere per ora che si è trattato di un guasto alle turbine e agli iniettori che fanno entrare il carburante e che non ci saranno più episodi simili, tantomeno domani, quando attraccheranno ancora a Marghera.

«Vorremmo sapere come avvengono i controlli» ha chiesto l’avvocato Marco Gasparinetti, portavoce del Gruppo 25 Aprile «perché la scia di colore giallo che ha lasciato a un’ora di distanza, è un chiaro indizio di biossido di zolfo». (v.m.)

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