Scarseggia il sangue, scatta l’emergenza

A luglio crollo delle donazioni, mobilitazione per la raccolta «Se la situazione peggiora alcuni interventi chirurgici a rischio»

Il rischio non è dietro l’angolo ma per allontanare lo spettro di quanto già accaduto in Toscana - dove a Firenze per la mancanza di sangue sono stati rinviati alcuni interventi chirurgici - meglio prendersi per tempo. Perché anche a Venezia c’è bisogno di più sangue e i numeri degli ultimi mesi sulle donazioni cominciano a preoccupare.

«Il trend è estremamente negativo nei mesi estivi», spiega Giorgio Brunello, presidente provinciale dell’Avis, «un po’ a causa del caldo soffocante delle ultime settimane e un po’ per le vacanze. Il sangue tende a scarseggiare e le conseguenze possono essere drastiche: se la situazione non migliora rischiano di saltare alcuni interventi chirurgici». Sono i numeri a parlare: a luglio, con 2.993 unità, il saldo negativo nel rapporto tra sangue raccolto e trasfuso - cioè utilizzato per gli interventi - ha raggiunto il picco con 358 sacche mancanti. Per la prima volta inoltre, a fronte di una media di circa 4.000 donazioni mensili nella prima metà dell'anno, a luglio non è stata raggiunta la soglia minima delle 3.000 unità di sangue intero raccolte in un mese. Una dato che preoccupa soprattutto se confrontato con le donazioni dello stesso mese nel 2014, quando le unità raccolte erano state 3.776. E anche se nel primo semestre dell’anno c’è un leggero aumento (+1,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, non c’è da stare allegri perché la flessione rispetto a soli quattro anni fa è netta. E pensare che i donatori complessivi - sempre secondo i dati Avis - sono in aumento, se pur di poco, cresciuti dai 28.786 del 2013 ai 28.981 del 2015.

A diminuire però è il numero delle donazioni. In Italia la media delle donazioni è di 1,82 mentre nel Veneziano è di 1.75. «Basterebbe che ogni donatore», spiega ancora Brunello, «donasse almeno due volte all’anno, e tutti i problemi di fabbisogno sarebbero risolti». C’è da lavorare soprattutto tra i giovani le cui donazioni risultano più occasionali rispetto agli adulti. Per questo è proprio ai più giovani che si rivolge la direttrice sanitaria dell’Asl 12, Rita Finotto: «Il loro sangue è prezioso perché aiuta a salvare la vita anche di molti loro coetanei, spesso coinvolti in incidenti stradali». Il 2015 è stato, sul fronte delle donazioni, un anno molto delicato: c’è stata una carenza di sangue con saldi negativi a gennaio, aprile e luglio, e con la necessità di acquisto da altri dipartimenti della regione in aprile, giugno e luglio, con 262 unità di sangue, pari all’1,1% di quanto raccolto. «Sono dati che ci preoccupano», dice la dottoressa Carla Rossi, a capo del Servizio trasfusionale dell’Asl 12, «operare in questo contesto può diventare pericoloso».

Ogni mese le richieste di sacche di sangue oscillano tra le 3.400 e le 3.750 unità - a luglio ne sono state raccolte meno di 3.000 - utilizzate soprattutto nell’ospedale di Mestre per gli interventi di ematologia, cardiochirurgia, urgenze ed emergenza. C’è un coordinamento tra Asl che permette di organizzare il trasferimento di sacche, ma il sangue comincia a scarseggiare dappertutto. Tanto che sempre più spesso i donatori vengono contattati al telefono. Come recita la campagna dell’Avis «Il bisogno di sangue non va mai in vacanza. Non lasciarci a secco: dona sangue». Siete interessati? Il numero verde è 800.261580.

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