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Prima subiscono lo sfratto poi si barricano in casa

Porta forzata e serratura eliminata, ma la famiglia di un invalido reagisce perché deve recuperare i farmaci. Mazzonetto (Ater): «Non possiamo farci niente»

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Hanno forzato la porta mentre non c’era nessuno in casa, per poi togliere la serratura e sigillare l’ingresso. Non stiamo parlando di ladri, ma degli uomini incaricati dall’Ater di eseguire lo sfratto di Claudio Meggiato, 74enne invalido al 100%, e della moglie Rachida Arab, coppia che risiede dal 1994 in un appartamento Ater di via Virgilio. Il “blitz”, consumatosi in mattinata, ha creato una reazione a catena, che ha visto il suo momento più drammatico quando Rachida e Claudio sono tornati a casa, trovandola inaccessibile.

«Per noi è cominciato un incubo», racconta Sabrina Meggiato, 30enne figlia della coppia, che risiede in un’altra abitazione, «perché mio padre soffre di diabete e in casa c’erano sia le fiale di insulina, che utilizza due volte al giorno, sia altri medicinali. Sono state ore drammatiche».

Una volta constatato che la porta della casa era stata sigillata e che lo sfratto, più volte rinviato, era diventato operativo, la famiglia Meggiato ha cercato i responsabili dell’Ater per riuscire a rientrare nell’appartamento e recuperare i farmaci. «Mio padre piangeva, mia madre era disperata», racconta Sabrina. «Oltretutto l’Ater ha dato lo sfratto per il 29 luglio, mentre il Comune lo ha fissato per gennaio 2016. Quale delle due date è valida?».

Verso le 16 un falegname incaricato dall’Ater ha aperto la porta di casa. A questo punto, spiega ancora Sabrina Meggiato, «mia madre s’è barricata in casa assieme a mio padre. Né io né mia sorella abbiamo possibilità di ospitare i nostri genitori, se non per qualche giorno. Quindi siamo di fronte a due persone anziane che rischiano di dover dormire per strada. Di fronte all’occupazione della casa, l’avvocato dell’Ater ha minacciato una querela, mentre la Polizia non ha usato la forza, lasciando mia madre e mio padre in casa. Domani (oggi, ndr) andremo a parlare con gli uffici comunali della Residenza».

In tale contesto l’Ater spiega che «l’assegnatario, insieme al suo nucleo familiare, è destinatario di un provvedimento di decadenza per morosità datato marzo 2013. Ad oggi la morosità dei signori ha raggiunto livelli ragguardevoli (25 mila euro, ndr) per indennità di occupazione a causa della decadenza comprensiva anche di spese condominiali. In più la procedura di sfratto avviata nel 2012, è stata effettuata oggi, dopo sei accessi».

«Ater comprende lo stato di difficoltà in cui si trova questa famiglia», commenta Alberto Mazzonetto, il presidente dell’ente, «ma non può intervenire in alcun modo per risolvere la questione perché questo non rientra nei fini istituzionali dell’Azienda e non ha a disposizione né contributi né risorse per il sociale».

Gianluca Codognato

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