Neonata abbandonata in un sacchetto davanti alla chiesa. Salvata dal parroco

A trovare Martina è stato don Paolo che ha sentito i vagiti: "Se non mi fossi dimenticato i documenti e non fossi tornato in canonica, non ce l'avrebbe fatta". La bimba ha la carnagione chiara, pesa quasi tre chili. Ora è in una termoculla dell'ospedale di Mirano. Si cerca la madre

SANTA MARIA DI SALA. Un regalo della vita forse inaspettato, che i genitori hanno preferito però lasciare ad altri. Una neonata di poche ore è stata abbandonata subito dopo il parto, nel tardo pomeriggio di giovedì 25, nei pressi della parrocchia di Santa Maria di Sala e ritrovata poco dopo dal parroco del paese don Paolo Cecchetto. Immediati i soccorsi.

Don Paolo Cecchetto

La bimba, di carnagione chiara, nata poco prima del ritrovamento, è stata portata in ospedale e fortunatamente sta bene: soccorritori e personale dell’ospedale l’hanno chiamata Martina. Pesa circa tre chili, è lunga 50 centimetri ed è stata trovata con il cordone ombelicale in parte ancora attaccato. Per i medici che l’hanno subito visitata e presa in cura è nata a termine, cioè dopo i canonici 9 mesi di gestazione, ma è stata comunque posta nella termoculla per regolarizzare la sua temperatura corporea e gli altri parametri vitali. Subito sono scattate le indagini da parte del comando dei carabinieri di Mirano, che ha prima effettuato un sopralluogo sul posto del ritrovamento, poi ha raccolto la testimonianza del parroco. Al momento gli investigatori procedono per abbandono di minore.

Un'incubatrice "termoculla" neonatale

Don Paolo ha raccontato ai militari le concitate fasi del ritrovamento e la chiamata dei soccorsi, fornendo tutti gli elementi utili agli inquirenti per risalire ai genitori della bambina. «Sono rientrato poco dopo le sette in canonica», racconta Don Paolo, «perché avevo dimenticato dei documenti e ho trovato a fianco della porta una borsa della spesa. Pensavo fossero delle donazioni, ma in quel momento ho sentito un vagito, ho guardato dentro la borsa e ho visto una neonata avvolta in una coperta rosa che si ciucciava il dito. Ho subito chiamato il 118 e l’ho affidata alle suore che con i bambini ci sanno fare. Se non mi fossi dimenticato i documenti, non sarei ritornato e la bambina non ce l’avrebbe fatta. È stato il Signore che l’ha salvata». A Santa Maria di Sala l’allarme era scattato poco prima delle 19 e subito in paese si era sparsa la voce di un fatto così incredibile e drammatico: la bimba, ritrovata dal parroco, è stata dapprima soccorsa da un equipaggio del Suem-118 chiamato sul posto dal sacerdote, con i medici che si sono subito sincerati delle condizioni della piccola, che respirava e pareva comunque in buone condizioni di salute. Subito è stata però trasferita nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del vicino ospedale di Mirano, per essere sottoposta ad accertamenti e presa in cura dal personale del reparto diretto da Franco Garbin. Sta bene e rimarrà in cura alcuni giorni.

Poi si aprirà la difficile partita per l’affido, con il coinvolgimento dei servizi sociali. Nel frattempo, con il suo ciuffetto moro, Martina è già diventata la beniamina del reparto, accudita con amore da ostetriche, infermiere e puericultrici, che non le fanno mancare il calore in una vita cominciata senza genitori, ma che fortunatamente, grazie anche al parroco salese, potrà continuare.

La locandina del servizio "Culla segreta"

Il caso di Santa Maria di Sala apre uno squarcio sugli abbandoni dei neonati in fasce. Nella nostra regione sono attivi alcuni servizi come la linea verde 'Help Line', componendo il numero telefonico 848.849.849. 'Pronto qui culla segreta' che garantisce il completo anonimato. Il servizio permette di partorire in modo assistito in tutta segretezza in un ospedale lasciando il figlio in mani sicure.

Video del giorno

Venezia. Un concerto in Canal Grande per la barca violino

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi