Per la morte di Convento ora s'indaga sull'amianto

Il sessantenne morto dopo due giorni di ricovero. L'Asl ha segnalato alla magistratura un probabile mesotelioma pleurico. L'uomo aveva lavorato per una vita al Petrolchimico di Porto Marghera

CAMPOLONGO. L’Asl 16 ha segnalato alla magistratura possibili patologie legate all’esposizione all’amianto. È per questo motivo che ancora ieri, i funerali di Nazzareno Convento, il sessantenne di Bojon morto giovedì scorso all’ospedale di Piove di Sacco, non erano stati fissati. L’uomo era morto dopo due giorni di ricovero nel reparto di Medicina dell’ospedale padovano. Ai medici non è bastato sapere che soffrisse di un forte diabete. Una patologia che aveva, in modo manifesto, da circa un anno.

«I medici», spiega la direzione dell’Asl 16 di Piove di Sacco, «hanno informato la magistratura di Padova di forti elementi legati al rischio di una malattia sviluppata in ambito professionale legata cioè alla presenza nei luoghi di lavoro di amianto visto che il paziente aveva lavorato per decenni a Porto Marghera». L’Asl 16 di Piove di Sacco specifica che «è adesso compito della magistratura predisporre i controlli e le verifiche necessarie per far luce su questa morte. Solo dopo questi accertamenti sarà possibile procedere con il funerale». L’uomo risiedeva con la famiglia in via Rovine 18 a Bojon. I famigliari raccontano che durante un controllo in ospedale la scorsa settimana, i medici hanno spiegato loro, di aver trovato, con degli esami radiologici, qualcosa di grave ai polmoni.

Convento aveva lavorato per diversi anni a Porto Marghera come operaio ed era sempre stato a contatto con un materiale micidiale come le polveri di amianto. Sostanza che è fra le principali cause ad esempio del mesotelioma pleurico un tumore che non lascia scampo. In Riviera del Brenta sono centinaia gli ex operai esposti all’amianto e a sostanze come le ammine aromatiche che ogni anno fanno tanti controlli con l’incubo di veder insorgere gravissime patologie. La notizia della morte di Nazzareno Convento era sulla bocca di tutti in questi giorni. Si tratta infatti di una famiglia storica della frazione di Campolongo, che da sempre abita in via Rovine la strada che collega Bojon alla frazione di Premaore di Camponogara. I famigliari comunque dopo la morte che pareva fosse avvenuta per complicazioni cardiache, avevano deciso di non fare alcuna autopsia, soprattutto per rispettare le volontà espressa precedentemente dal congiunto. L’uomo lascia la moglie Ornella il figlio Marco la suocera i fratelli i cognati. I funerali una volta che arriverà il via libera si faranno nella chiesa di San Nicola di Bojon.

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