Incarichi, il rebus Città metropolitana

Statuto ed elezione diretta i primi nodi da affrontare. Zaccariotto in pole position per gestire l’avvio del nuovo ente

Ad una settimana dalla sua trionfale elezione a sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro non ha ancora presentato la sua squadra di assessori che integreranno la sua Giunta comunale che, necessariamente, dovrà anche tenere conto dell’inedita incombenza di gestire la delicata fase di avvio della Città Metropolitana che potrebbe portare a nuove elezioni dirette.

Si tratta di un vero e proprio rebus di nomi e deleghe che, necessariamente, dovrà tenere conto delle alleanze politiche che hanno garantito la vittoria su Felice Casson al patron di Umana spa e della Reyer Basket e dell’intreccio di competenze amministrative e programmatiche del Comune di Venezia con quelle della costituenda Città Metropolitana; la nuova entità amministrativa che, sulle ceneri della “defunta” Provincia”, entro i prossimi sei mesi dovrà mettere d’accordo i 44 Comuni del veneziano per arrivare alla nomina del Consiglio e del Sindaco Metropolitano e all’approvazione dello Statuto.

In “pole position” restano comunque i quattro grandi alleati di Brugnaro: Gian Angelo Bellati, direttore generale dell’Unione delle camere di commercio del Veneto («sono in stand-by» afferma l’ex candidato sindaco delle civiche e della Lega); l’ex presidente della Provincia Francesca Zaccariotto; Renato Boraso e il giovane e promettente Simone Venturini, il più votato della civica di Luigi Brugnaro. Sono loro in pole position per la carica di vicesindaco o per gli assessorati strategici (Bilancio, Urbanistica, Trasporti e Mobilità, Lavori Pubblici, Politiche Sociali, Ambiente e Attività Produttive), sia per il Comune di Venezia che per la futura città Metropolitana. Importantissima, poi, considerata la complicata e indebitata “macchina “ amministrativa comunale, la scelta del successore di Marco Agostini, l’attuale direttore generale.

Quel che è certo è che Brugnaro dovrà risolvere il rebus delle nomine al più presto, visto l’incombenza di risolvere “grandi emergenze” come il riassetto del disastrato bilancio comunale – sul quale pende sempre il rischio di un default per l’indebitamento esorbitante del Comune e la necessità di recuperare fondi per finanziare un minimo di interventi nella città, sopperendo, per giunta, alle mancate entrate che ci saranno come conseguenza dell’annunciata abolizione della Ztl e delle fasce blu per i parcheggi a pagamento .

In mancanza della lista ufficiale degli assessori – che potrebbe arrivare anche dopo il primo consiglio comunale previsto per i prossimi giorni – il toto-assessori continua a pronosticare l’incarico di vicesindaco, magari con delega alla Città Metropolitana, a Francesca Zaccariotto che ha alle spalle una lunga esperienza amministrativa (per 10 anni sindaco di San Donà e per 6 anni presidente dell’abolita Provincia di Venezia) e tutte le competenza per avviare la Conferenza Metropolitana con i sindaci degli altri 43 comuni per definire lo Statuto della nuova entità amministrativa e preparare le elezioni dirette del Consiglio, con i suoi 18 rappresentanti) e del sindaco della Città Metropolitana.

Elezioni dirette che, però, per poter essere indette hanno bisogno di due presupposti: un aggiustamento della legge che ha abolito le Province e istituto la Città Metropolitana e la suddivisione del territorio del Comune di Venezia in “aree omogenee” (Laguna, Isole, Mestre, Marghera) che potrebbe portare anche ad indire l’ennesimo referendum per l’autonomia di Mestre da Venezia.

Elezioni dirette e referendum, del resto, sono punti cardine dell’accordo di programma stretto tra il primo e il secondo turno delle elezioni, tra Brugnaro, la Zaccariotto, Venturini, Bellati e Boraso. Per altri incarichi “chiave” della nuova giunta comunale si fa anche il nome dell’ex assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia per l’Ambiente, che al primo turno aveva sostentuo la Zaccariotto. Un’ipotesi più che plausibile viste le competenze acquisite da Dalla Vecchia a Ca’ Corner e i suoi buoni rapporti con le altre forze politiche, ambientalisti compresi. Ma improbabile nel caso in giunta ci fosse spazio soltanto per uno: e allora il posto toccherebbe a Francesca Zaccariotto.

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