Ventimila musulmani: serve la moschea

La Comunità lancia un appello al nuovo sindaco Brugnaro. Domani al via il digiuno, la festa finale sarà in un luogo aperto

Tutto pronto per il Ramadan 2015. Domani a seconda, come tutti gli anni, della luna e della proclamazione dell’inizio ufficiale da parte delle autorità, i fedeli di Allah di Mestre e della Provincia inizieranno il digiuno del Ramadan dell’anno 1436, con la consueta veglia straordinaria che dovrebbe tenersi questa sera e la “piccola colazione”. Per tutto il mese sacro (quello in cui fu rivelato il Corano), 29-30 giorni dopo il primo digiuno, i musulmani dovranno astenersi dal prendere acqua né cibo e dai rapporti sessuali fino al tramonto.

Il cuore pulsante della preghiera islamica sarà il centro di Marghera, la cosiddetta Moschea della Misericordia, in via Monzani, dove si riunisce la Comunità islamica di Venezia e Provincia e dove si recano sempre più persone. In via Monzani convergono quasi 30 etnie diverse di stranieri, immigrati di prima e seconda generazione, ma anche italiani convertiti all’Islam che frequentano il Centro culturale e interrompono il digiuno cenando in compagnia. Ci si ritroverà anche in altre sale di preghiera. I fedeli di origine turca nella loro sede, i bengalesi, la comunità più numerosa, pregano in via Fogazzaro, così come nella sede della Cita, in via Paolucci, sempre a Marghera. Secondo la Comunità, i fedeli di Allah tra Venezia e Mestre sono 20mila, contando però anche quelli che nella nostra città vengono a lavorare ogni giorno e si fermano per la preghiera.

I musulmani si stanno già organizzando anche per pianificare i luoghi di preghiera in vista della festa finale del Ramadan, la Id Al Fitr, la “festa dell’interruzione” che cade il primo giorno del mese di Shawwal, il decimo del calendario. Un momento che catalizza migliaia di persone che pregano a turni, per questo servono edifici capienti: i bengalesi di solito affittano la Plip di via San Donà e l’ex Istituto Edison di via Mameli a Marghera. La comunità Islamica di Venezia e Provincia anche quest’anno è intenzionata a celebrare la festa di fine Ramadan in un luogo aperto.

A guidare i musulmani nelle preghiere l’imam di Marghera, Hamad Mahamed, siriano, ma anche altri esperti e imam invitati per l’occasione a Venezia. «Organizzeremo la festa dell’interruzione il più possibile assieme a tutti i fedeli, anche di altre nazionalità, come i bengalesi, perché la forza del nostro centro è quella di essere uniti», spiega Mohamed Amin Al Ahdab, presidente della comunità, «vorremmo che tutti capissero che siamo in tanti e che siamo una grande ricchezza: siamo una risorsa da indirizzare verso un progetto condiviso, cosa che finora non è stata fatta o non abbastanza. Ecco perché riteniamo che servirebbe un vero Centro culturale degno di questo nome, che soddisfi questa esigenza».

La comunità, dunque, fa capire che oggi non c’è una politica adeguata ai numeri. Il presidente coglie anche l’occasione per augurare buon lavoro al nuovo sindaco Brugnaro e alla nuova amministrazione: «Speriamo di poter riprendere il filo dei progetti sul tappeto e ricominciare da dove eravamo fermi: a Venezia serve un forte segno di tolleranza, noi siamo una forza positiva e vogliamo il bene della città come tutti gli altri».

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