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Riceve la bolletta del gas è una cifra da infarto

Chioggia. Conguaglio da 8 mila euro per un dipendente del porto con due figli Adico: «Molti utenti ci chiedono tutela. Continuiamo la nostra battaglia»

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CHIOGGIA. Bolletta del gas da infarto per un chioggiotto di 43 anni a cui Eni chiede quasi 8.000 euro di conguaglio.

L’utente ha ricevuto infatti una prima bolletta da 2.800 euro, ma sa già, dopo aver parlato con l’operatore del call center, che a breve ne riceverà una seconda da 5.000 euro. La somma è per le forniture di gas dal 2010 al 2015.

Il chioggiotto si è subito rivolto all’Adico, associazione di difesa dei consumatori, per farsi tutelare, chiedendo un ricalcolo dei consumi e la possibilità di rateizzare il pagamento. Poche settimane fa A. P., socio di una cooperativa che lavora al porto, padre di due figli, ha trovato tra la posta una bolletta del gas, l’ha aperta e nell’importo ha trovato la richiesta di 2.800 euro.

L’uomo ha contattato subito il call center per chiedere spiegazioni. Gli è stato detto che si tratta di un conguaglio e che a breve ne riceverà una seconda con un importo quasi raddoppiato.

Una mazzata, soprattutto in un momento di difficoltà economica di cui non è esente nemmeno il porto.

«Dal 2010 ho un contratto con Eni per il gas e l’energia», racconta A. P., «fin dall’inizio ho ricevuto bollette irrisorie, da pochi euro, altre volte le bollette non arrivavano nemmeno. Ero preoccupato e ho più volte segnalato la situazione, tanto che nel 2012 è stata regolarizzata la mia posizione per quanto riguarda la luce. Per il gas, invece, non sono riuscito a risolvere il problema e alla fine mi hanno mandato un conguaglio esorbitante».

Il caso di A. P. non è molto diverso da altri sparsi in tutto il territorio regionale che, magari con cifre un po’ meno elevate, si rivolgono alle associazioni dei consumatori per chiedere aiuto.

«È mia intenzione pagare per il servizio ricevuto», spiega il chioggiotto, «ma il conguaglio mi sembra esagerato e mi sono rivolto ad Adico. Voglio capire se l’importo è corretto e chiedere la rateizzazione».

La normativa vigente permette ai fornitori di ricalcolare i consumi andando indietro nel tempo fino ad un massimo di cinque anni. «A noi», spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, «si rivolgono molte persone che da un giorno all’altro si ritroverebbero a pagare alcune migliaia di euro. Noi continuiamo la nostra battaglia per modificare la legge, sarebbe opportuno che i fornitori effettuassero una lettura del contatore almeno una volta all’anno».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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