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Prima classe libera, disabile (ma abbonato in seconda) resta in piedi in treno

Il treno è strapieno ma il controllore non fa sedere uno studente con le stampelle nei vagoni di classe superiore

Carlo Bellotto
1 minuto di lettura

VENEZIA. Controllore Trenitalia inflessibile, ragazzo con le stampelle costretto a viaggiare in piedi nonostante i sedili fossero liberi. Non erano quelli della seconda classe per la quale aveva l’abbonamento lui, bensì della prima, ma ormai sarebbero rimasti vuoti.

Il ragazzo rimasto in piedi in prima classe 

La storia la racconta Cinzia Rampazzo che ieri mattina è salita sul treno che è partito alle 8.21 da Padova per Venezia. «A mio avviso mancano due carrozze rispetto al normale» racconta «e i passeggeri erano stipati all’inverosimile. Ho iniziato a cercare un posto a sedere ma era impossibile. Ho incrociato un ragazzo con le stampelle che faticava a rimanere in piedi e nessuno gli aveva ceduto il posto. Gli ho detto che avrei cercato un posto a sedere per lui. Gli ho preso lo zaino e siamo andati nell’ultima carrozza dove metà posti, forse più erano liberi. Proprio all’ingresso di questa abbiamo incrociato il controllore che stava parlando con una signora che protestava visto che era da Verona che viaggiava in piedi. Gli ho fatto presente che le condizioni nelle altre carrozze non erano decenti, i passeggeri erano ammassati in modo vergognoso. Ho chiesto se poteva far sedere solo il ragazzo visto che era in quelle condizioni. Lui ci ha controllato i biglietti, dicendo che nessuno di noi poteva sedere lì. Nemmeno il ragazzo con le stampelle. Nonostante i sedili fossero gli stessi della seconda classe». «Il controllore non si è più mosso da lì, ci ha guardato a vista per paura che ci sedessimo» continua Cinzia Rampazzo «Quindi non è nemmeno andato a controllare i biglietti delle altre carrozze». La donna non ha lasciato perdere. «Ho presentato un esposto nel sito di Trenitalia indicando il numero del tesserino identificativo» racconta «Il buon senso serve sempre, io mi ero attivata per far sedere quel ragazzo, non certo per trovare un posto a me che da Padova a Venezia posso benissimo, come ho fatto, rimanere in piedi.

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