Divieti non rispettati, il Comune chiude la chiesa-moschea

Il provvedimento è arrivato giovedì dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura e ha effetto immediato. Tra i motivi, l'utilizzo del Padiglione come luogo di culto e il sovraffollamento

VENEZIA. La Moschea in chiesa alla Misericordia chiudecon effetto immediato. Il Comune - Direzione commercio e attività produttive - ha deciso di sospendere l’inizio attività del padiglione islandese.

Il provvedimento, che è stato oggetto di preventiva valutazione da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella riunione presieduta mercoledì 20 dal prefetto Cuttaia, è stato adottato in quanto, si legge in una nota della Prefettura diffusa nella tarda mattinata di giovedì, "nel corso di ripetuti controlli effettuati a partire dall’apertura al pubblico l’8 maggio 2015, l’attività espositiva è risultata esercitata in violazione delle prescrizioni impartite dall’amministrazione comunale e delle assicurazioni fornite dagli stessi responsabili dell’iniziativa nelle loro precedenti comunicazioni. In particolare, sotto il primo aspetto, sono state violate le prescrizioni riguardanti il divieto di utilizzo, durante l’orario di apertura al pubblico, dello spazio interno dell’ex chiesa per finalità diverse da quelle di una mostra espositiva; il divieto di utilizzo del padiglione quale luogo di culto; le modalità di ingresso del pubblico. Le difformità riscontrate rispetto alle dichiarazioni e alla documentazione prodotta dai responsabili dell’istallazione hanno riguardato in particolare la violazione delle norme sulla sicurezza dei luoghi, visto il ripetuto superamento del limite massimo di capienza, limite in relazione al quale erano state approntate le necessarie misure di sicurezza".

Il provvedimento di rimozione della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) può essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica al Tar.

Ieri i responsabili del padiglione hanno presentato il documento della Curia veneziana che serviva come nulla osta della Chiesa all’installazione. Un documento in possesso della “Reggiani Illuminotecnica” di Monza proprietaria dell’edificio. Si tratta di un nulla osta datato 1973 e nel quale comunque la Curia veneziana precisa che non si possono tenere iniziative contrarie alla Chiesa cattolica. Oggi, quindi, sarà sospesa l’attività, sull'onda delle polemiche che hanno caratterizzato l'installazione del padiglione islandese. Una decisione che, comunque, non ha nulla di definitivo, perché gli organizzatori, subito dopo la notifica dello stop, possono presentare un nuovo “inizio attività” e in poco tempo l’installazione potrebbe riaprire. Naturalmente le prescrizioni dovranno essere rispettate. I tecnici del Comune e i vigili urbani hanno riscontrato diverse anomalie: dai bagni realizzati senza permesso al numero di visitatori fatti accedere contemporaneamente ben superiore al numero massimo consentito, ai momenti di preghiera collettiva organizzati senza permesso non essendo questo luogo di culto.

Tra le prescrizioni che resteranno: in primis il divieto di pregare. Invito puntualmente non rispettato venerdì scorso, giorno della preghiera collettiva. Sempre venerdì, era arrivato l'invito della comunità islamica veneziana di non lasciarsi andare al culto, con l'obiettivo di non mettere in discussione il dibattito che c’è tra la città e la comunità islamica per individuare un luogo di preghiera anche in centro storico. I promotori dell'iniziativa hanno reso meno rigida la fruizione della “Moschea”. Si entra con le scarpe, mentre bisogna toglierle per accedere nella zona di “preghiera”, e per questo sono state messe delle scarpiere. L'acquasantiera, dove erano esposti dei calzini, è stata liberata dalla provocazione artistica. Sono anche spariti alcuni simboli religiosi islamici, come quello posto sull'altare. Sul portone d'ingresso resta la scritta in arabo “Moschea” così come sulla vetrata interna. Nella fascia di rispetto sono stati posti anche distributori automatici di bibite ed acqua, e il custode dell'esposizione spiega ai visitatori che si trovano di fronte ad un’opera d’arte.

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