Chiesa-moschea, i bagni sono abusi edilizi

I tecnici del Comune: nessun permesso. Alle 13 la preghiera con il presidente degli islamici islandesi

VENEZIA. In attesa della preghiera del presidente della comunità islamica dell’Islanda, in programma oggi con inizio alle 13, il Comune di Venezia continua gli accertamenti nella moschea allestita all’interno della chiesa di Santa Maria della Misericordia. Accertamenti che a breve porteranno a diverse contestazioni di tipo penale e amministrativo. Infatti nelle verifiche svolte mercoledì, i tecnici del settore edilizia privata hanno constatato che i bagni realizzati all’interno dell’edificio sono degli abusi edilizi poiché sono stati realizzati senza alcun permesso autorizzativo. C’è poi la questione del centro di culto. Gli stessi curatori del Padiglione nel sito web aperto in occasione dell’evento definiscono l’allestimento la prima moschea in centro storico. Le preghiere al di fuori dei centri autorizzati e organizzate, come lo sono quelle nella Moschea, sono soggette al Testo unico in materia di pubblica sicurezza. Quindi si deve preavvisare il Questore e si è soggetti a delle prescrizioni. Se non lo si fa, scatta la denuncia. Per oggi è attesa la preghiera del presidente della comunità islamica d’Islanda Ibrahim Sverrir Agnarsson. Da ricordare come anche in tutta l’Islanda non ci sia ancora una moschea. Sulla vicenda della moschea nella chiesa, scoppiata quando sabato scorso venne impedito ad alcuni visitatori del Padiglione di entrare con le scarpe, indaga anche la Digos su richiesta della Procura. Centro di preghiera o allestimento artistico, la polemica è scoppiata in maniera violenta. E chi ha allestito la moschea rimane nell’ambiguità e non chiarisce di cosa si tratti realmente, anche perché in questo modo non si parla d’altro. C’è il mihrab, l’abside che indica la direzione della Mecca, il minbar, il pulpito dall’alto del quale l’imam pronuncia la khutba (l'allocuzione) e ancora i tappeti, i mosaici che riportano i versetti del Corano e uno spazio dedicato all’approfondimento del culto. In una parete, uno schermo con l’orario nelle varie capitali arabe. La moschea si trova nel campo dell’Abazia, all’interno della chiesa di Santa Maria della Misericordia, inutilizzata dal 1969 e trasformata in luogo di culto dei fedeli di Allah. Non un capannone adibito a centro culturale, ma un edificio secolare carico di storia. A riuscire nell’impresa di realizzare una moschea per sette mesi, tanto quanto durerà la Biennale d’Arte, nel palcoscenico più importante al mondo per il messaggio che trasmette, sono stati gli islandesi grazie all’artista svizzero Christoph Büchel, noto per le sue provocazioni a carattere politico. L’installazione intitolata “The Mosque: the first mosque in the historic city of Venice”, rappresenta la “terra del ghiaccio” alla Biennale Arte.

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