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25 aprile per la libertà e San Marco tricolori, bandiere Anpi, gonfaloni

E il prefetto Cuttaia parla anche dell'emergenza profughi: "L'accoglienza ce l'impone la Costituzione"

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Le celebrazioni in Ghetto 

VENEZIA. Bella Ciao suonata dai ragazzi delle scuole Dante Alighieri e Marco Polo dal palco in Ghetto di Venezia, per festeggiare i 70 anni dalla liberazione dal nazifascismo, nella cerimonia ufficiale che ricorda i martiri che diedero la vita per la libertà di tutti. in campo si ritrovano giovani e vecchi con il fazzoletto Anpi al collo, ebrei e bandiere di partito, partendo dalle parole di Piero Calamandrei lette al microfoni: "Era giunta l'ora di resistere, di essere uomini, di morire da uomini per vivere da uomini".

Si parla di libertà di allora e di oggi. Il prefetto Domenica Cuttaia - intervenuto in mattinata alla cerimonia dell'alzabandiera che ha dato il via alla giornata di celebrazioni - ha parlato anche dell'emergenza di oggi, i rifugiati, rispondendo al clima di polemica e grande tensione delle ultime settimane:  "L'accoglienza è doverosa, ce lo impone anche la Costituzione. Io non ho imposto nulla ai sindaci, ma queste persone vanno accolte". Non nomina mai l'europarlamentare e leader leghista Matteo Salvini - che l'ha duramente attaccato con tweet e post su Facebook, ma è sullo sfondo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) "Festa di San Marco e della Liberazione lavoriamo per la pace tra i popoli"]]

  "Settant'anni fa, dopo la lunga notte del fascismo, dell'occupazione e della guerra, l'Italia festeggiava la riconquista della libertà, avvenuta grazie al sacrificio supremo di uomini e donne che hanno immolato la loro vita per garantire a tutti di vivere in uno Stato democratico", ha ricordato il subcommissario Sergio Pomponio a nome dell'amministrazione comunale, assente il commissario Zappalorto, "uomini e donne, i martiri del nazifascismo, che hanno pensato agli altri prima che a sé stessi. Nomi che vediamo scritti nelle lapidi, ricordati nella toponomastica cittadina, lungo i percorsi della memoria che si snodano a Venezia e a Mestre. O uomini e donne e bambini che non avevano nessuna colpa, se non quella di appartenere alla Comunità ebraica, che proprio da questo luogo iniziarono la terribile esperienza della deportazione e che sono oggi ricordati nelle pietre d'inciampo, tristi vie crucis generate dalla follia ideologica che ha contraddistinto un'epoca". "A fronte di questi episodi di tremenda repressione", ha ricordato, "la Resistenza a Venezia e in terraferma è stata caratterizzata da importanti azioni: a volte con ardimentose operazioni armate; altre volte con intelligenti interventi che, senza colpo ferire, hanno inferto una dura sconfitta morale ai nazifascisti. Come non ricordare, a tal proposito, la cosiddetta “beffa del Goldoni”, quando un gruppo di pochi partigiani seppe mettere in scacco, con un'azione rapida e furba, la guarnigione posta a difesa del teatro Goldoni, entrare in scena interrompendo lo spettacolo e leggere un proclama che inneggiava all'imminente cacciata dell'invasore e alla ritrovata libertà!

Folla per il 25 aprile in piazza Ferretto a Mestre 

Mestre. Folla e partecipazione in piazza Ferretto per le celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione, con  l'alzabandiera e la deposizione delle corone d'alloro ai caduti: negli interventi dal palco è stato ribadito che la Resistenza fu un movimento popolare “plurale” a cui contribuirono donne, uomini, giovani, militari e partigiani di diverso orientamento politico, uniti però da comuni valori che furono fonte di ispirazione e orientamento della Carta Costituzionale della Repubblica democratica italiana.

    Il sub-commissario Manno a conclusione dei discorsi ufficiali, a nome dell'Amministrazione comunale di Venezia, ha precisato “ Molti furono gli italiani che si opposero e lottarono per la democrazia contrastando con coraggio il regime nazi-fascista. Desidero ricordare il sacrificio di migliaia di partigiani, combattenti, civili, militari, internati nei lager che si opposero, in nome di un alto e nobile ideale, restituendo dignità e libertà alla Nazione. I valori di cui furono interpreti: democrazia, uguaglianza, solidarietà sono la fonte di ispirazione del nostro lavoro. Noi oggi rievocando la storia resistenziale riconfermiamo quegli ideali, tradotti nella Costituzione, carta miliare del nostro Paese. La Liberazione è la festa di tutti e questa piazza, in cui sono accanto rappresentati di diverse esperienze politiche, ne è la riprova. Viva la Repubblica viva l'Italia”.

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