Pescatori abusivi di seppie multa a tre dipendenti Actv

Erano “armati” di lampada, rete e secchiello: tra di loro c’è anche un capitano L’azienda ora verificherà se si trattava di personale in pausa oppure in servizio

Pescavano seppie dalla banchina del Tronchetto, dove la pesca è però vietata: la polizia provinciale multa e denuncia tre dipendenti Actv pizzicati in “flagranza di pesca”. Tra questi anche un capitano.

È il singolare intervento di due notti fa all’ “isola nuova” compiuto da alcune pattuglie della Polizia provinciale. Da tempo la stessa Actv segnalava la presenza di persone impegnate a pescare seppie, che in questa stagione vengono richiamate nella zona del Tronchetto dall'acqua calda: una grossa lampada, rete e secchiello per catturarle.

Peccato, però, che la zona sia preclusa alla pesca perché accanto ad attività industriali come lo stesso deposito e cantiere dell'azienda di trasporto pubblico. Ogni notte la zona è molto frequentata da pescatori sportivi per uso personale. Ma sono in molti a dire che tra loro ci sono anche pescatori che poi forniscono il pesce raccolto al Tronchetto a ristoranti del centro storico. È un fenomeno che dura da qualche anno.

Così, dopo che l'azienda aveva più volte nelle settimane scorse allontanato i pescatori - puntualmente tornati - all'alba di mercoledì sono arrivati anche i poliziotti, che hanno identificato le persone impegnate sulla banchina tra lampade e lenze, tra le quali anche alcuni dipendenti Actv, che oltre alla sanzione potrebbero ritrovarsi con un procedimento disciplinare: l'azienda ora verificherà se si trattava di personale in pausa o in servizio.

Stando a quello fin qui emerso, anche grazie alle testimonianze di diversi pescatori presi in flagranza, spesso gli stessi dipendenti Actv che li allontanavano dal deposito, poi si mettevano loro stessi a tirar su seppie. Non è difficile pensare che siano stati altri pescatori a fare la soffiata agli agenti per cogliere sul fatto i dipendenti dell’azienda di trasporto.

In genere pescavano i dipendenti in pausa, tra un servizio e un altro o di riserva. Gli agenti ora vogliono verificare se oltre ai tre pizzicati non ci fosse qualcun altro che doveva controllare e non lo ha fatto ed eventuali “pali” che coprivano le spalle ai tre. Secondo la Polizia provinciale, i tre non era la prima volta che pescavano.

«Non bisogna generalizzare. Più volte il personale di servizio si è visto costretto ad allontanare persone non autorizzate nei spazi aziendali con reti, nasse e quant'altro dedite alla pesca» spiega Alfredo Pipino, segretario Ugl di Venezia «Potrebbe trattarsi di alcuni dipendenti isolati che nella loro breve sosta si dilettavano alla pesca. Con questo non significa che gli oltre 3000 lavoratori autisti, comandanti e marinai con i tempi già ristretti e in servizio di linea si stiano dedicando a chissà quali attività ricreative. A questo proposito la Ugl chiederà, in via urgente, un incontro con i vertici di Actv affinché venga fatta chiarezza sugli episodi accaduti. E anche per verificare che siano circoscritti. Questo per salvaguardare i colleghi che lavorano e per di più molto» conclude Alfredo Pipino.

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