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Processo il 12 maggio per la morte del turista tedesco Vogel

Hanno avanzato richiesta di rito alternativo (con eventuale sconto di pena in caso di condanna) i legali dei tre piloti Actv e del tassista coinvolti nell'incidente mortale a Rialto

Roberta De Rossi
2 minuti di lettura
La drammatica immagine dell'incidente dove perse la vita Joachim Vogel 

VENEZIA. Avrà inizio il 12 maggio il processo per la morte del turista tedesco Joachim Vogel, colpito in pieno petto dalla poppa di un vaporino Actv in retromarcia, mentre si trovava a bordo di una gondola ferma al pontiletto del Magistrato alle Acque, proprio per il gran caos nel traffico acqueo che quel 17 agosto 2013 gravava sotto il ponte di Rialto.

Giovedì 23, davanti alla giudice per le udienze preliminari Roberta Marchiori, hanno avanzato richiesta di rito abbreviato i legali di Manuele Venerando (il pilota al timone del battello che ha colpito Vogel), dei suoi colleghi al comando degli altri due mezzi Actv in transito  Riccardo De Ambrosi e Fabio Zamboni, e il tassista Franco Ambrosi. Il gondoliere Daniele Forcellini - quel giorno, in transito in mezzo al Canal Grande  - non ha sinora avanzato richieste di riti alternativi rispetto all'eventuale processo in Tribunale, qualora il giudice non accogliesse la richiesta di proscioglimento avanzata dal suo legale.

Il processo avrà inizio il 12 maggio - il rito abbreviato prevede uno sconto di pena di un terzo, in caso di condanna, in cambio di un processo più celere - quando il giudice deciderà anche sulla posizione del gondoliere.

La famiglia. "Speravo in un abbreviato per tutti i coinvolti", osserva l'avvocato di parte civile Lorenzo Picotti, che rappresenta la moglie e i tre figli di Vogel, "per chiudere il più rapidamente possibile questa vicenda. Se si dovrà andare in aula lo faremo, ma la cosa drammatica è che la vedova Vogel sarà costretta a venire a testimoniare e dovrà rivivere, nel racconto, quella tragedia che ha cambiato la sua vita e quella dei suoi tre figli".

La ricostruzione dell'incidente.  Stando al capo d'imputazione, Venerando - alla guida del battello della linea 1 che viaggiava in direzione San Marco - ha investito la gondola con a bordo la famiglia di turisti tedeschi che si trovava ferma al pontile del Magistrato alle acque, mentre gli altri quattro indagati hanno «contribuito a determinare le condizioni necessarie al prodursi dell'incidente». Quel giorno - come tanti - il traffico era caotico. Al centro della scena - secondo la ricostruzione dei consulenti dell'accusa, Antonio Morisieri e Lucio Borniotto - la gondola condotta da Forcellin, uscita dal rio del Fontego dei Tedeschi e poi in navigazione in mezzo al Canal Grande, d'intralcio ai vaporetti che transitavano. Venerando sarebbe andato ad una velocità superiore a quella compatibile con le condizioni di traffico e - provenendo da Rialto Mercato - sarebbe transitato sotto il Ponte, nonostante la presenza in senso contrario del battello della linea 1 condotto da Zamboni, invece di fermarsi per farlo passare. Lo stesso avrebbe dovuto fare incrociando l'altro battello, quello della linea 2 diretto in stazione condotto da De Ambrosi. Quest'ultimo, da parte sua - per evitare la gondola in centro canale - aveva sterzato verso sinistra, contribuendo a spingere di traverso la prua del vaporino di linea 1 di Venerando che, a quel punto - per riportare il mezzo in asse - avrebbe a sua volta accostato bruscamente, accelerando per poi dirigersi verso il pontile della fermata dell'1. In questo modo era finito con la poppa contro Vogel.

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