Business spiagge, ma il litorale è il più "povero" della provincia

Nei comuni lungo la costa l’imponibile annuo ben al di sotto della media. La Cisl: «Effetto stagionali». Il Miranese primo, ma la crisi si sente

VENEZIA. Il litorale veneziano, da Caorle a Jesolo, passando per San Michele-Bibione, Eraclea, Chioggia e Cavallino-Treporti, è il fanalino di coda nella classifica dei redditi 2012, presentati dai contribuenti nelle dichiarazioni del 2013, secondo la fotografia scattata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha pubblicato le statistiche nei giorni scorsi. Proprio quella zona che, assieme a Venezia, vive e brilla grazie al turismo che dà lavoro (e reddito) a paesi interi.

Eppure basta un’occhiata ai dati per capire il trend. A Jesolo il reddito imponibile medio annuo è di 17.714 euro, a Caorle 15.683 euro, a Chioggia 17.169 euro. Non va meglio a San Michele-Bibione, con 16.353 euro, e a Cavallino-Treporti, con 16.878 euro. Cifre ben lontane non solo da Venezia (che con i suoi 22.421 euro è in cima alla classifica), ma anche ai comuni del Miranese, vera e propria Mecca dei redditi medio-alti, e pure dal reddito medio in provincia, fermo a 19.066 euro.

«Nelle zone del litorale ci sono molti lavoratori stagionali: persone che sono occupate qualche mese e poi sono, almeno ufficialmente, in disoccupazione. Ecco che l’ammontare totale dei redditi di quei comuni potrebbe essere più basso proprio per questo», analizza Lino Gottardello, segretario della Cisl veneziana.

C’è poi la piaga, inutile nasconderlo, dell’evasione fiscale. Una piaga che, precisa Gottardello, non è caratteristica di una località in particolare. «L’Italia è fatta di piccole e piccolissime imprese, impossibile per l’Agenzia delle Entrate realizzare controlli a tappeto. Le verifiche sono solo a campione. E ciò può essere un incentivo all’evasione fiscale».

Discorso a parte per il Miranese: più ricchi sì, ma anche qui la crisi si fa sentire. Mirano è a quota 21.977 euro, Martellago 21.283 euro, Spinea 21.039 euro. Scavando nei numeri, si scopre che a livello d’imponibile si sta tornando ai livelli del 2005. «Restiamo tra i più ricchi del Veneziano», dice il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, «ma dovremmo capire com’è distribuito. Dovremmo sviluppare di più il turismo, l’ obiettivo è attirare giovani famiglie». Detto di Mirano, che comunque è il più ricco del comprensorio, anche gli altri sei comuni hanno un imponibile medio sopra i 20 mila euro, ma nessuno sta meglio degli anni precedenti. Il biennio migliore è stato senza dubbio il 2010-2011, nei dodici mesi successivi c’è stato il crollo.

La parte economica del Miranese vede il bicchiere mezzo vuoto perché dai singoli osservatori le famiglie fanno tanta fatica. «Ripresa non ne vediamo», spiega Damiano Dori dell’Associazione artigiani, «Non ci sono assunzioni, il fatturato non cresce e resta il problema occupazionale». Anche Ennio Gallo di Confcommercio fatica a vedere una luce immediata in fondo al tunnel. «Continua a salire la pressione fiscale», aggiunge, «e non ci consente di recuperare il ritardo con il resto d’Europa». Per Luigina De Pieri di Confesercenti, chi aveva delle risorse le sta investendo nell’azienda: «Lo fa per mantenersi a galla e andare avanti, in attesa di tempi migliori».

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