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Salzano, via libera alle unioni civili

No di Lega e Bene Comune. Ok alla cittadinanza ai bimbi immigrati

SALZANO. Il Consiglio dà il via libera alle unioni civili, il primo nel Miranese, e permette ai figli di immigrati di avere la cittadinanza. L’ordine del giorno è stato votato a maggioranza, non senza qualche discussione. Il testo è stato pensato e proposto dagli assessori Sara Baruzzo ed Elisa Zanin. Una coppia di etero oppure omosessuali, può andare in municipio e chiedere di ottenere “l’attestato di famiglia anagrafica”. Niente matrimonio, però.

«L’obiettivo principale», spiegano Baruzzo ...

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SALZANO. Il Consiglio dà il via libera alle unioni civili, il primo nel Miranese, e permette ai figli di immigrati di avere la cittadinanza. L’ordine del giorno è stato votato a maggioranza, non senza qualche discussione. Il testo è stato pensato e proposto dagli assessori Sara Baruzzo ed Elisa Zanin. Una coppia di etero oppure omosessuali, può andare in municipio e chiedere di ottenere “l’attestato di famiglia anagrafica”. Niente matrimonio, però.

«L’obiettivo principale», spiegano Baruzzo e Zanin, «è evitare che nella prassi amministrativa si possano creare situazioni di disparità nell’accesso ai servizi comunali per i nuclei che, pur non essendo uniti dal vincolo tradizionale del matrimonio, hanno a che fare con l’educazione dei figli e l’assistenza sociale. È il caso, a esempio, di una figlia che vive sotto lo stesso tetto della madre anziana e che si rivolge al Comune per chiedere assistenza o altri servizi». Contrari Giuliano Stevanato (Lega) e Giulio Rigo (Bene Comune), mentre si è astenuto Claudio Bottacin (Bene Comune).

«Ciò che la natura non dà», spiega Stevanato, «non si può avere da una legge dello Stato o dal Comune. Sono contrario, come il provvedimento sulla cittadinanza: meglio pensare ai nostri figli e alle persone disagiate». Rigo spiega il suo no. «Giusto riconoscere i diritti alle persone», dice, «ma non sono d’accordo nell’equiparare le unioni di fatto alle coppie tradizionali. Essendo cattolico va contro la via formazione».

L’altro punto è il riconoscimento della cittadinanza per i bambini di famiglie immigrate residenti. «Con questo ordine del giorno», spiega il sindaco Alessandro Quaresimin, «si evidenzia l’impegno a favore dei cittadini che sempre più si trovano nella nostra comunità e non solo. Abbiamo guardato a un’ottica di pari opportunità e di una politica di accoglienza e integrazione». (a.rag.)