Riciclaggio di denaro, arriva l’Antimafia

La sede della Prefettura e la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi

Oggi audizioni in Prefettura: i settori più esposti al rischio di infiltrazione criminale sono i comparti dell’edilizia, dei trasporti e dei servizi di ristorazione

MESTRE. In Prefettura, inizia oggi - lunedì 30 marzo -  la due giorni della Commissione antimafia in Veneto. Audizioni di Prefetti, appartenenti a forze di polizia, magistrati e rappresentanti del mondo economico, per capire quanto le organizzazioni criminali di stampo mafioso hanno penetrato il tessuto economico e la pubblica amministrazione a Nordest. Questo anche in relazione alle inchieste che hanno fatto emergere presenze radicate e tentativi di infiltrarsi da parte delle mafie.

Inizieranno alle 10.45 in Prefettura, con le audizioni del Prefetto di Venezia e dei Prefetti di Treviso e Padova, ci saranno i Comandanti provinciali dei carabinieri e i questori delle tre città oltre al capo centro della Dia. Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, saranno sentiti i magistrati della Dda di Venezia, e successivamente i Procuratori della Repubblica di Padova e Treviso, rappresentanti dei sindacati, degli imprenditori e dei commercianti. Alle 18.30, al termine dei lavori, si svolgerà una conferenza stampa con la presidente della Commissione Rosy Bindi.

Domani la Commissione sarà a Verona dove saranno affrontate le situazioni nelle provincie di Verona e Vicenza. «Nel dossier della Dna sono venti le pagine dedicate al Veneto e dopo le audizioni in Lombardia, Emilia Romagna e nelle regioni del Mezzogiorno abbiamo deciso di fare tappa a Venezia per capire quali iniziative si possono mettere in campo per salvare l'economia pulita, che lotta per uscire dalla crisi», spiega l'onorevole Alessandro Naccarato. «Credo sia nostro dovere raccogliere tutte le informazioni utili a prevenire l'infiltrazione criminale, non basta solo la doverosa repressione delle forze dell'ordine: l'autoriciclaggio è legge come pure la promessa di procurare voti con modalità mafiose in cambio di denaro».

Un passaggio chiave della relazione, stesa da Giovanni Russo, ex pm a Napoli, è quando viene spiegato: «L'osmosi tra la zona grigia e la criminalità organizzata è così forte da favorire l'assorbimento da parte dei professionisti delle modalità di linguaggio, di comportamento e della stessa mentalità mafiosa, tanto di divenire i veri tessitori delle strategie a più alti livelli, con attenzione al riciclaggio». Secondo la relazione sono a rischio infiltrazione il comparto dell’edilizia, quello dei trasporti e dei servizi di ristorazione. Il denaro arriva dal traffico di sostanze stupefacenti, che vede i gruppi criminali arruolare le bande di spacciatori stranieri divise per etnie. Altro settore a rischio è quello dello smaltimento dei rifiuti, con la camorra entrata con prepotenza negli affari. L'operazione Serpe, di due anni fa, conclusa con 25 condanne su 26 imputati, ha fatto scattare l'allarme ma ci sono nomi più autorevoli a partire da Franco Caccaro con la sua Tpa, per finire con Giovanni Barone legato al fallimento Rizzi di Verona con diramazioni in tutto il Veneto. Galliera Veneta è stata segnata dalla vicenda Bolognino, nei guai nel blitz di Reggio Emilia di un mese fa. Ultima puntata quella del 30 gennaio scorso con la Dda di Venezia che sequestra il tesoro di Francesco Manzo: 130 milioni di beni, vale a dire 350 unità immobiliari e 40 appartamenti nel grattacielo Belvedere di Padova.

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