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Dipendenze da droga e alcol: il “primato” di Caorle

CAORLE. Tossicodipendenza, alcol e gioco d’azzardo: secondo il Serd, i pazienti residenti a Caorle, in un panorama che guarda da San Donà a Portogruaro, sono pari al 50%. A lanciare l’allarme,...

CAORLE. Tossicodipendenza, alcol e gioco d’azzardo: secondo il Serd, i pazienti residenti a Caorle, in un panorama che guarda da San Donà a Portogruaro, sono pari al 50%. A lanciare l’allarme, chiedendo incontri e aiuti, sono i genitori dinnanzi a un disagio sociale non sempre accettato dalle famiglie che nelle ultime settimane sono state coinvolte in incontri itineranti per discutere del difficile ruolo dei genitori nel periodo dell’adolescenza.

Le segnalazioni di abuso sono frequenti e anc ...

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CAORLE. Tossicodipendenza, alcol e gioco d’azzardo: secondo il Serd, i pazienti residenti a Caorle, in un panorama che guarda da San Donà a Portogruaro, sono pari al 50%. A lanciare l’allarme, chiedendo incontri e aiuti, sono i genitori dinnanzi a un disagio sociale non sempre accettato dalle famiglie che nelle ultime settimane sono state coinvolte in incontri itineranti per discutere del difficile ruolo dei genitori nel periodo dell’adolescenza.

Le segnalazioni di abuso sono frequenti e anche la cronaca parla chiaro, a confermalo è il maresciallo dei carabinieri di Caorle, Francesco Lambiase che anche sabato ha segnalato altri due casi di possesso di eroina. «L’anno scorso sono state sequestrate droghe per 700 grammi tra marijuana, hashish, cocaina, eroina e mdma e quest’anno sono già circa 100 grammi», spiega Lambiase, «Nel 2014 sono state arrestate 8 persone di cui un minorenne, 12 i denunciati, 34 segnalazioni per uso personale di cui 15 minorenni e da gennaio ci sono stati l’arresto di un minore, la denuncia di tre persone più 10 segnalazioni per uso personale, di cui due minori».

Le attività svolte dai carabinieri sono divenute di routine soprattutto nelle scuole dove svolgono anche incontri sulla legalità. Ma perché Caorle vive una tale situazione? A chiederselo sono gli genitori che, riferendosi agli incontri organizzati, di cui l’ultimo si terrà stasera alla Enrico Fermi, parlano di “argomenti fuori tema”: «Il rapporto genitori-figli è importante, ma dei problemi legati alla droga si discute poco». Qualche risposta l’ha fornita il dottor Diego Saccon del Ser.D: «Ci risulta una prevalenza di pazienti per disturbi da uso di alcol o sostanze stupefacenti maggiore a Caorle rispetto alla media della popolazione dell’Asl», spiega, «La stagionalità può essere un fattore di instabilità psicosociale, ma le differenze con Jesolo o Bibione non sostengono molto questa idea. Un’ipotesi da prendere con le pinze è legata alla presenza storica di comunità che nei secoli scorsi sono rimaste “chiuse”. È importante che in famiglia e nella comunità si assumano atteggiamenti coerenti. La tolleranza che spesso gli adulti mostrano per le prime ubriacature o le sperimentazioni di cannabis inducono la percezione che il comportamento è socialmente accettato come “rito d’iniziazione”».

Sono molti i genitori che negano l’evidenza, perché? Dice il dottr Saccon: «Talvolta sottovalutano i segnali di uso di sostanze: ubriacature, frequentazioni a rischio, scarso rendimento scolastico, insofferenza alle regole, richieste o uso di denaro improprio».

Gemma Canzoneri