Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Grande Guerra a San Donà «Rilanciamo il turismo»

Il sindaco Cereser vuole sfruttare al massimo le celebrazioni per il centenario «Dagli itinerari storici a quelli naturalistici: così potremo rivitalizzare il centro»

La città del futuro. Il sindaco di San Donà Andrea Cereser ha incontrato i ristoratori, albergatori e commercianti per parlare di turismo e delle potenzialità di San Donà nei prossimi cinque e dieci anni. L'obiettivo, anche in concomitanza con le celebrazioni dei 100 anni dalla Grande Guerra, è aumentare i servizi e le offerte turistiche della città. Ci sono già 300 camere di alberghi, decine di ristoranti, agriturismi, senza contare i pubblici esercizi che potranno essere coinvolti.

Una citt ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

La città del futuro. Il sindaco di San Donà Andrea Cereser ha incontrato i ristoratori, albergatori e commercianti per parlare di turismo e delle potenzialità di San Donà nei prossimi cinque e dieci anni. L'obiettivo, anche in concomitanza con le celebrazioni dei 100 anni dalla Grande Guerra, è aumentare i servizi e le offerte turistiche della città. Ci sono già 300 camere di alberghi, decine di ristoranti, agriturismi, senza contare i pubblici esercizi che potranno essere coinvolti.

Una città che può sviluppare nuovi segmenti di un mercato molto interessante. Mentre si dibatte sui temi della quotidianità, come pedonalizzazione e viabilità, il sindaco pensa al futuro. Analisi che contempla da una parte le sorti della Porta Nord, che sarà un giorno la nuova area di sviluppo e il principale accesso alla città, quindi il turismo e l'accoglienza.

«Abbiamo avuto questo incontro», spiega Andrea Cereser, «per fare il punto con i nostri operatori e conoscere le reali potenzialità del territorio del Basso Piave che sono sempre più evidenti. Abbiamo la possibilità di ripopolare il centro cittadino, riportare a vivere nel cuore della città chi in questi anni, per una serie di politiche abitative messe in atto, è stato indirizzato verso la periferia e le frazioni corredate da supermercati e centri commerciali. Ci sono alti indici di cubatura da sfruttare in centro, centinaia di appartamenti sfitti. E poi possiamo dare impulso all'offerta che si compone di ristorazione, accoglienza, percorsi turistici. C'è un turismo che va alla ricerca anche di questo: di passeggiate e percorsi in bicicletta, la scoperta dei territori e la storia, l'enogastronomia non solo spiagge e Venezia. E qui ci possiamo inserire».

Commercianti e albergatori della città hanno dimostrato interesse. Si tratta di riconversione della nostra economia, non necessariamente basata solo su agricoltura e piccola e media industria. Il sindaco si è spinto in questi mesi a dare indicazioni precise anche su altri aspetti da tenere in considerazione da parte dei privati. Ad esempio l'attenzione rivolta alla ex pretura in piazza Indipendenza, che fu casa del fascio, oggi trasferita a un privato dopo una serie di accordi riguardo la costruzione del nuovo teatro, che sarebbe un perfetto albergo in pieno centro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA