In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Le Procuratie Vecchie torneranno a vivere

Accordo tra Comune e Generali: le Assicurazioni restano con una sede a Venezia e ristruttureranno gli spazi anche a scopo culturale, scientifico e formazione

1 minuto di lettura
Le Procuratie Vecchie 

VENEZIA. Accordo tra il Comune di Venezia e le Assicurazioni Generali  - proprietarie di gran parte delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco -  sulla destinazione d'uso dell'edificio «nel rispetto della sua unicità e dei valori storici, architettonici e culturali che esprime». Dopo anni di incertezza (dopo il trasferimento degli uffici giudiziari) e anche polemiche sul destino della storica struttura, Generali si impegna ora ad avviare, entro il 2015, un'importante opera di ristrutturazione dell'edificio.

«E' un evento di importanza straordinaria per la città», commenta il commissario straordinario Vittorio Zappalorto, «che vede il leone delle Generali tornare a San Marco con un progetto di rilancio della loro presenza a Venezia in un contesto architettonico - le Procuratie Vecchie - dove tornerà a pulsare l'eccellenza di un grande gruppo che arricchirà ulteriormente il prestigio e il valore di tutta l'area marciana».

Philippe Donnet, Amministratore Delegato di Generali Italia, ricorda che «Venezia e le Procuratie Vecchie fanno parte della Storia di Generali. Siamo quindi lieti di aver raggiunto questo accordo che ci permetterà di realizzare gli interventi necessari per ridare nuovo impulso a questo edificio unico al mondo non solo a beneficio delle persone di Generali ma anche di tutta la città di Venezia».

In base all'accordo vengono determinate definitivamente le destinazioni d'uso dell'immobile. In particolare: è confermata l'attuale destinazione d'uso della parte dell'immobile adibita ad uffici di Generali e ad attività di natura commerciale; Generali Italia, nella parte oggi libera delle Procuratie Vecchie, potrà destinare il 70% degli spazi per scopi di interesse generale a carattere culturale, scientifico, di alta formazione, di tutela della salute e dell'ambiente, di sostegno sociale o per la promozione dell'immagine della Città di Venezia. Il restante 30% potrà essere destinato ad uso privato come uffici o attività compatibili con la vocazione storico-artistica dell'edificio e con la sua ubicazione nell'area marciana.

Parte degli spazi destinati ad uso di interesse generale, saranno concessi in comodato d'uso gratuito, per almeno vent'anni, al Comune di Venezia per attività di rappresentanza e per ospitare iniziative e istituzioni di rilevante interesse internazionale o nazionale.

I commenti dei lettori