Riciclaggio di denaro divieto di espatrio per Sala

I giudici del Tribunale del Riesame hanno confermato la misura restrittiva nei confronti del primario. È accusato di aver investito soldi “sporchi” a Miami

Secondo l’accusa, investivano negli Usa i soldi provenienti dai reati di usura, estorsione ed evasione fiscale. Un fiume di danaro "sporco" (2.109.695 euro la somma fino ad ora accertata che, in realtà, si ipotizza ben più consistente), finito oltreoceano, a Miami in Florida, per acquistare immobili lontano dagli occhi indiscreti del fisco italiano.

E nel pomeriggio di venerdì i giudici del Tribunale del riesame di Venezia, presieduti da Alberta Beccaro, hanno ritenuto prove e indizi di quattro degli indagati coinvolti gravi e sufficienti e hanno respinto i ricorsi presentati dai loro difensori, gli avvocati Carlo Augenti, Franco Capuzzo, Giorgio Zecchin, Danilo Taschin e Leonardo Arnau. Così, rimane in carcere Elisabetta Mirti, la contabile del gruppo, mente dell'organizzazione in quanto profonda conoscitrice di norme ed escamotage fiscali; mentre è stato confermato il divieto di espatrio per Nicole Sartori, 21 anni, residente a Cassola nel Vicentino, figlia del latitante gioielliere di Arzergrande Ivone Sartori; Monica Donà, 52 anni, di Arzergrande, e Walter Favaro, 43 anni, di Padova. Il giudice padovano Cristina Cavaggion ha firmato lo stesso tipo di provvedimento anche per il primario mestrino Tito Sala. Per conoscere le motivazione delle decisioni prese dai tre magistrati veneziani sarà necessario attendere la fine della prossima settimana, quando verranno depositate in cancelleria.

In questa inchiesta della Guardia di finanza padovana coordinata dal pubblico ministero Benedetto Roberti sono finite otto persone. Pesantissime le accuse: concorso in associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio continuato e al reinvestimento con l'aggravante della transnazionalità, in quanto i flussi di danaro trasferiti nello Stato del Nord America provenivano da attività illecite.

Tra i principali protagonisti di questa brutta storia, il noto gioielliere di Arzergrande ritenuto il boss del gruppo criminale, Ivone Sartori, e il primario di Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Piove di Sacco, il mestrino Tito Sala. Decine gli indagati tutti clienti del sodalizio, liberi professionisti, commercianti e imprenditori, accusati di infedeli dichiarazioni dei redditi, svegliati di soprassalto15 giorni fa all'alba dai militari delle Fiamme gialle che hanno messo a segno raffiche di perquisizioni e di sequestri tra il Veneto, il Piemonte e altre regioni italiane. Tra loro, l'avvocato Valentino Menon, ex ispettore della Mobile padovana passato poi alla Dia di Padova prima della pensione.

Giorgio Cecchetti

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