Forse è un tunisino, il combattente dell'Isis morto presentato dai curdi come veneziano

Conosciuto con il nome di battaglia di Abo’u Izat Al-islam, sarebbe stato freddato da una donna-cecchino il 3 febbraio: i combattenti di Kobane avevano parlato di un italiano, ma sarebbe un arabo residente a Milano

VENEZIA.  Le ultime notizie ufficiose dicono che potrebbe essere un tunisino che ha abitato a Ravanna, per poi trasferirsi a Milano dopo essersi convertito all'Islam più radicale - non dunque, un giovane residente nel Veneziano -  il combattente dell'Isis ucciso il 3 febbraio a Kobane da una donna-cecchino curda e del quale nei giorni scorsi proprio i combattenti curdi avevano parlato sui social network, presentandolo come un italiano-veneziano, conosciuto come Francesco, ma con il nome di battaglia Abo’u Izat Al-islam.

Una segnalazione che ha impegnato  gli investigatori del Ros e della Digos in una lunga serie di ricerche, che però non hanno trovato riscontro alcuno - non sono segnalati foregin fighters veneziani, sul fronte di guerra -  mentre su Facebook hanno iniziato  invece a rincorrersi le segnalazioni di amici di un giovane tunisino, che aveva abitato a Ravenna, fino alla deriva estremista, al trasferimento a Milano  e poi al viaggio in Siria per combattere tra le fila dell'esercito terrorista dell'Isis: segnalazioni che poliziotti e carabinieri stanno ora verificando.

 Il giovane - del quale era stata diffusa anche una foto, sempre dai combattenti curdi sul fronte di Kobane: la stessa foto che ha spinto ora qualcuno a riconoscerlo come un tunisino di 36 anni, residente da anni in Italia, che lavorava come barista prima dell'incontro con il fanatismo e di diventare un combattente - era conosciuto come Francesco e parlava italiano. Sempre secondo fonti vicine ai resistenti curdi, ad ucciderlo sarebbe stata una donna curda cecchino e la sua morte sarebbe stata dedicata dagli stessi curdi ad un'altra donna di Kobane uccisa barbaramente, assieme ai figli, perché non aveva accettato di essere violentata dagli uomini del califfato. La notizia è stata diffusa venerdì pomeriggio dal giornalista Toni Capuozzo sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Lo stesso Capuozzo ha anche pubblicato la foto del presunto jihadista. L’uomo si sarebbe unito all’Is da circa due mesi, mentre la morte risalirebbe al 3 febbraio scorso.

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