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«Basta con i fascisti che insegnano nelle scuole»

Protesta degli studenti contro il docente del Barbarigo segretario di Forza Nuova che inneggiava al Ku Klux Klan

Francesco Furlan
1 minuto di lettura

VENEZIA. I motivi degli studenti sono gli stessi dell’anno scorso: protestare contro la presenza alla scuola Barbarigo di un prof di estrema destra e segretario provinciale di Forza Nuova, Sebastiano Sartori, che oltre un anno fa era stato al centro di un animato dibattito dopo che la Nuova Venezia aveva pubblicato la notizia di un suo commento su facebook, nell’ambito di una discussione sui migranti. Sartori aveva scritto, commentando la legge con cui si permetteva anche agli immigrati stranieri di poter partecipare ai concorsi pubblici: «Gli amici degli allogeni li avete votati voi e ora ce la mettono nel c... Il cavallo di Troia lo avete trascinato voi dentro la città e ora siamo finiti». E aveva concluso con lo slogan «Ku Klux Klan unica via» alludendo al fatto che fosse l’unico modo per liberarsi degli stranieri.

Il docente Sebastiano Sartori, ha inneggiato al Ku Klux Klan e i suoi studenti non lo vogliono 

Sartori finì anche sotto processo, ma nell’ottobre del 2013 fu assolto perché secondo le motivazioni della sentenza «la considerazione rende palese l’adesione dell’imputato ad un universo culturale ostile all’integrazione etnica, ma la frase non sostanzia il reato di propaganda razzista». Un’interpretazione che non è mai andata già a una fetta importante della società civile, ed è il motivo per cui ieri alcune decine degli studenti del Coordinamento degli studenti sono tornati a protestare davanti alla sede del Provveditorato agli studi, all’insegna dello slogan «Fuori i fascisti dalle scuole, Sartori dimettiti». I ragazzi trovano inaccettabile che un docente, segretario provinciale di un movimento neo-fascista, continui a fare lezione in una scuola pubblica. Un professore che - scrivono gli studenti nella lettera consegnata alla dirigente regionale, Daniela Beltrame, «inneggia alla violenza e all’odio razziale con il suo profilo sui social network a cui chiunque può accedere liberamente in quanto pubblico. Riteniamo che ciò sia inaccettabile in quanto è compito di ogni insegnate trasmettere ai suoi studenti quei valori fondamentali per la nostra Repubblica quali la solidarietà, la tolleranza, il rispetto reciproco, la comprensione e la dignità che ogni essere umano possiede dalla nascita identica e imprescindibile». Dal provveditorato, pur ricordando che già in tribunale due anni fa Sartori era stato assolto, hanno spiegato che terranno sotto controllo la situazione. E ieri, dai social network, all’iniziativa degli studenti del Coordinamento - vicini ai centro sociali - è seguita sui social network la replica del movimento studentesco Lotta Studentesca, vicino a Forza Nuova, presente proprio al Barbarigo: «Piccole guardie rosse crescono utilizzate dai vecchi arnesi comunisti con le solite menzogne per fermare una brava persona, un buon insegnate, e un onesto cittadino». Come dire, gli anni Settanta ai tempi dei social.

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