Trenta musulmani doneranno il sangue Il grazie dell’Avis

Mogliano. Plauso del sindaco: «Gesto di grande generosità» Il presidente Tesserin: un’iniziativa spontanea e volontaria

MOGLIANO. Tra i nuovi iscritti dell'Avis moglianese ci sono anche trenta cittadini di fede musulmana che fanno parte dell'associazione “Amici della pace”.

Per loro domenica prossima, dopo aver già svolto gli esami di rito, arriverà il fatidico giorno della prima donazione. «Si tratta di una testimonianza concreta della vicinanza tra le culture e due comunità», ha dichiarato l'assessore alle politiche sociali del comune di Mogliano, Carla Iorio, «questo incontro avviene nel segno della generosità e del dono». Dalla moschea all'ago il passo in questi mesi è stato breve: «Vorrei sottolineare», ha commentato anche il sindaco Carola Arena, «che si tratta di una volontà espressa già nei mesi scorsi. Questo importante contributo nasce dal fatto che proprio un giovane di fede islamica ha iniziato a donare il sangue attraverso l'Avis e ha poi allargato il suo impegno agli altri membri dell'associazione “amici della Pace”».

La notizia di questo evento è stata data ieri mattina nell'ambito della conferenza stampa di presentazione della quinta edizione della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei neomaggiorenni moglianesi realizzata in collaborazione tra Avis, Comune e istituti scolastici. «Da alcuni anni l'Avis di Mogliano ha portato avanti questo progetto nelle scuole», ha spiegato il presidente Francesco Tessarin , «con risultati ragguardevoli. Ad oggi la classe di età con il maggior numero di donatori è proprio quelli dei giovani di 20 anni». Il fabbisogno di plasma, come segnalano le statistiche in ambito provinciale e nazionale, rimane un nervo scoperto a livello sanitario (le donazioni hanno registrato una flessione del 4% tra 2013 e 2014 in provincia di Treviso, a Mogliano sono stabili con una lieve crescita). Ben venga dunque, oltre all'apporto dei giovani anche quello di altre associazioni presenti in città. “Amici per la pace” gestisce il centro islamico di via torni inaugurato il 9 novembre scorso. L'invito a donare (anche senza conoscere il destinatario finale del proprio sangue) secondo alcune interpretazioni è riconducibile al testo sacro: «E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità» così sta scritto nel Corano. «Questa partecipazione» ha voluto precisare il presidente dell'Avis, Franceso Tessarin «è del tutto spontanea e volontaria, non ci sono stati particolari appelli da parte nostra. Vorrei anche poter smentire sul nascere eventuali pregiudizi di tipo antropologico e sanitario. Il sangue è lo stesso per tutti gli esseri umani». Durante l'incontro di ieri il sindaco Carola Arena ha anche annunciato la creazione di una nuova sede per l'Avis: «Dietro al distretto sanitario» ha commentato «di fianco alla croce rossa sarà posizionato un nuovo prefabbricato. Sono stati anche acquistati nuovi lettini per scongiurare il rischio che i prelievi venissero vietati».

Matteo Marcon

©RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Bambino scomparso a Tambre: ecco il momento del salvataggio

Bruschette integrali con fagioli e zucchine marinate

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi