«Forcolin si è fatto visitare da mio fratello»

Sanità Asl 10. Dura replica di Cereser al sindaco di Musile sui presunti favoritismi familiari

«Vile e meschino l’attacco di Forcolin al sottoscritto». Il sindaco, Andrea Cereser, respinge le insinuazioni del primo cittadino di Musile, Gianluca Forcolin, su presunti favoritismi al reparto di ortopedia in cui lavora il fratello, il dottore Claudio Cereser.

«Vile perché», afferma, «non avendo il coraggio di dire certe cose in faccia o nei luoghi istituzionali, preferisce nascondersi dietro i titoli dei giornali. Meschino perché coinvolge miei familiari, in particolare mio fratello Claudio che, come molti sanno, ha la responsabilità del reparto di ortopedia dell’ospedale di San Donà. Invece Forcolin finge di scoprirlo solo ora dopo che la scorsa estate mi ha chiesto di poterlo incontrare per una visita di controllo».

Cereser si sfoga e non perdona l’attacco personale, poi prosegue in un’analisi approfondita sulla sanità. Si riserverà una tutela legale d’ora in poi se il dibattito scenderà ancora a questi livelli. «Con le sue parole Forcolin dimostra una profonda ignoranza: se avesse letto il piano aziendale capirebbe che non è a rischio il primario di ortopedia, cioè mio fratello, bensì l’attività di ortopedia e di chirurgia per gli interventi d’urgenza. Anzi, nel caso della chirurgia, dove il primario non è mio parente, il declassamento è già avvenuto lo scorso ottobre. Questo ha reso necessario l’avvio della mobilitazione di amministratori, cittadini e associazioni in difesa della sanità del nostro territorio, come si è visto sabato scorso davanti all'ospedale sandonatese».

«Mi spiace per i cittadini di Musile che si ritrovano un sindaco che svende la sanità locale per un posto in Regione», aggiunge Cereser, «non è un caso che Forcolin continui a non godere della fiducia dei suoi colleghi, neppure dello stesso partito. Lo dimostra la sua recente unanime bocciatura come rappresentante dei sindaci nell’assemblea del consorzio di bonifica».

 «Un giorno dice una cosa e il giorno successivo ne fa un’altra: nel giro di 24 ore ha affermato di essere favorevole all’ospedale prima a San Donà, poi a Noventa, infine a San Stino o a Ceggia. Ed è tutto documentato», conclude, «non conosce né rispetta il ruolo delle istituzioni, nonostante la sua lunga carriera politica. Cerca posti, ma poi non lavora: nei 13 mesi in cui è stato vicepresidente della conferenza dei sindaci, non è arrivata da lui alcuna proposta, neppure sul tema che doveva presidiare: quello della sicurezza». (g.ca.)

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