«La nuova giunta? Tecnici, non politici»

Chioggia. Casson ha presentato i nuovi assessori: De Perini, Dughiero, Lionello, Segato. «Nessuna trattativa con i partiti»

CHIOGGIA. Al via la nuova giunta semitecnica Casson. Ieri il sindaco Giuseppe Casson ha ufficializzato il nome e le deleghe dei quattro assessori che siederanno nelle poltrone lasciate libere dal Pd. Due uomini e due donne scelti per «lo spessore professionale e morale», senza alcuna tessera in tasca, che in poco più di un anno dovranno dare quelle risposte che non sono arrivate in tre anni e mezzo. Luigi De Perini (vicesindaco, turismo, personale, istruzione, edilizia scolastica), Marco Dughiero (pesca, attività produttive, Suap, società partecipate, bilancio), Alessandra Lionello (cultura, eventi, pari opportunità, servizi demografici), Elena Segato (ambiente, demanio, patrimonio, frazioni, innovazione politiche comunitarie) affiancheranno gli assessori superstiti della vecchia giunta, Massimiliano Tiozzo e Riccardo Rossi, per tentare di concretizzare le intenzioni del sindaco.

«Sarà una nuova esperienza», spiega Casson, «una giunta caratterizzata da compattezza e unità di intenti, con persone di mia esclusiva fiducia, con uno spessore umano e un bagaglio professionale tali da garantire risposte alla città. Nessun criterio politico nella scelta ma solo un’attenta valutazione delle persone. Con loro andrò in Consiglio, senza alcun accordo sottobanco, chiedendo ad ogni singolo consigliere di valutare in coscienza e con senso di responsabilità i provvedimenti che porteremo».

L’appello di Casson è quindi rivolto non ai partiti, ma al senso civico di ciascuno. «Ogni consigliere rappresenta una fetta della città», spiega il sindaco, «se ne ricordi nel momento in cui dovrà approvare o bocciare provvedimenti utili per la comunità. Chiederò il voto a tutti, nessuno escluso, per dare risposte in questo ultimo periodo di mandato. Se si verificheranno forme tradizionali di condizionamento, intendo promesse di voto in cambio di favori, metterò subito fine alla mia esperienza amministrativa. Voglio in questo ultimo anno riappropriarmi del mio ruolo fino in fondo mantenendo le promesse con i 14.000 elettori che mi hanno dato fiducia».

Sulla rottura col Pd il sindaco ribadisce che fosse un epilogo naturale dopo l’allontanamento dall’aula del 22 dicembre che di fatto ha sancito una lontananza dal sindaco che si percepiva da mesi.

Casson fa però dietrofront sull’intenzione di querelare il partito per le gravi insinuazioni contenute in un post pubblicato sul sito dei Democratici la scorsa settimana in cui sostanzialmente si dava a Casson del mafioso. «Ho ricevuto numerose attestazioni di stima e di solidarietà», spiega, «vertici del Pd mi hanno telefonato per dissociarsi così come molti elettori del Pd e questo mi è bastato per capire che il partito ha condiviso con me il senso di inopportunità di quelle parole. Il post non era firmato e quindi facendo causa colpirei il partito in genere e non l’autore, che non ha nemmeno avuto il coraggio di palesarsi».

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