Zaccariotto: «Tradita dalla Lega e in Comune»

Lo sfogo dell’ex sindaco dopo l’assoluzione piena per il caso Maritan «Sono stata calunniata e diffamata. Il futuro politico? Non escludo nulla»

«Questa vicenda durissima non può che avere offuscato i dieci anni della mia amministrazione a San Donà, ma adesso penso a chi mi ha diffamato e calunniato tra le mura del Comune e fuori». Francesca Zaccariotto, all’indomani della sua piena assoluzione nel processo sui presunti privilegi per l’assunzione del pregiudicato Luciano Maritan a guardiaparchi della città, non vuole voltare pagina e pensa a quei dipendenti che, ascoltati dai magistrati, hanno contribuito a tessere le accuse nei suoi confronti. Si sfoga dopo tutto quello che ha subito e annuncia tra le righe che non tornerà nella Lega, rea di averle voltato le spalle.

«Tre dipendenti comunali», ricorda la Zaccariotto, «che davanti ai magistrati hanno detto che si vociferava di miei rapporti con Maritan e con la mala in generale. Mi hanno accostato alle peggiori nefandezze senza pensare a quanto stavano dicendo, distruggendomi. Una follia. Lo hanno detto, mi hanno calunniato senza esitare, tirando fuori quelle che erano per loro stessa definizione delle voci. Vorrei si vergognassero per quanto hanno fatto e mi riserverò eventuali altre azioni in merito».

Sembra di avvertire un desiderio di vendetta nelle sue parole, ma non è così. «La vendetta non mi appartiene», dice, «non voglio vendette di alcun tipo, ma vorrei capire come sia stata possibile tanta leggerezza».

L’assoluzione piena è sicuramente una sorpresa, quando molti si attendevano comunque un rinvio a giudizio. «Così non è stato», ricorda sicura, «e dimostra la mia totale estraneità ai fatti. Per un anno ho dovuto sopportare di tutto e la mia vita, oltre che quella della mia famiglia, è stata stravolta. Ora possiamo dire che non ci sono solo gli atti a dimostrare tutto questo, la mia estraneità, ma è la mia vita che non ha mai avuto a che fare con questo mondo».

I suoi rapporti con la Lega sono ancora interrotti e, infatti, la Zaccariotto non ha rinnovato più la tessera. Molti si chiedono se tornerà nel Carroccio, ma la sua risposta appare definitiva. «Ho visto tanti che hanno voluto farmi del male nella Lega», risponde, «e il partito di certo non mi ha aiutato in questo periodo. Anzi, ha contribuito ad alimentare una campagna contro di me che si è declinata in varie forme, in rete, con le voci o altro. Non me lo sarei aspettato dopo tutto quello che ho fatto».

Quanto al suo futuro in politica, però, non si sbilancia. Ci sono le elezioni comunali a Venezia, e lei non ha mai fatto mistero che l’esperienza di sindaco, adesso all’interno della città metropolitana, dopo quella di presidente della Provincia, sarebbe stata una nuova sfida avvincente. Ma anche le prossime elezioni regionali la potrebbero vedere protagonista. Sarà la nuova dirigente della casa di riposo di Montebelluna, altro incarico sotto i riflettori e polemiche. «Non solo questo, e comunque non escludo nulla», dice misurando le parole, «non è ancora il momento di pensare a quello che farò».

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