Charlie, sbranato da quattro rottweiler nel parco a Sant’Elena

Il cagnolino di 10 anni era al guinzaglio del suo proprietario Gli animalisti: «Le istituzioni intervengano, sono pericolosi»

VENEZIA. Charlie ha dieci anni ed è un cagnolino di taglia media: venerdì notte - mentre stava tornando verso casa, a Sant’Elena, tenuto al guinzagio dal suo proprietario, che l’ha adottato quand’era cucciolo - è stato sbranato da quattro rottweiler, che l’hanno ridotto in fin di vita, agonizzante. Poi, una corsa nella notte in taxi fino alla clinica veterinaria di Mestre, dove il cane è stato operato, ma versa in gravissime condizioni.

«Charlie era al guinzaglio, quando in viale Piave si è visto venire incontro un cane di grossa taglia tipo rottweiler che girava libero», racconta Cristina Romieri, che ha raccolto il racconto di G.T., che ieri l’ha trasformato in formale denuncia presentata ai carabinieri, «nei pressi c’erano altri tre cani dello stesso tipo al guinzaglio di due ragazzi. Il cane libero si è avventato senza alcun motivo contro Charlie. A quel punto, gli altri tre sono allora sfuggiti di mano ai loro detentori e hanno anch’essi aggredito il povero animale, che G.T. ha tentato di difendere, procurandosi una ferita alla mano. È allora arrivato presumibilmente il padre dei giovani, abitanti - sembra - in zona; finalmente G.T. è riuscito a sottrarre Charlie alla furia dei quattro cani correndo a casa. Il povero animale era in condizioni terribili». Con taxi acqueo e auto lo ha portato in una clinica di Mestre, dove è ricoverato in prognosi riservata con la mandibola e una zampa fratturate e una lesione ad alcune vertebre.

Tutto è accaduto all’1 della notte tra venerdì e sabato, ma il rischio che non si tratti di un episodio isolato - i quattro grossi cani frequentano regolarmente il parco - ha spinto gli animalisti veneziani a chiedere un intervento urgente da parte delle autorità. A firmare la segnalazione sono Lav-Lega antivivisezione di Venezia, l’associazione Animali in città, il gruppo Vegan Venezia, che chiedono perciò «alle istituzioni competenti di intervenire a più presto possibile per accertare tutti i vari aspetti legati alla vicenda, sottraendo nel caso gli animali - vista l'incapacità di gestirli e quindi la loro potenziale pericolosità non solo per gli altri animali (gatti compresi) ma anche per le persone - affidandoli a strutture adeguate per il loro recupero».

Nella segnalazione si ricorda l’ordinanza comunale che rende il proprietario di un cane responsabile per i danni e le lezioni, prevede obbligo di guinzaglio e di vigilanza, ma istituisce anche «percorsi formativi per i proprietari di cani, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino. I percorsi formativi sono organizzati dai comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali». Percorsi che il Comune può imporre, d’intesa con i servizi veterinari dell’Asl, ai proprietari di quei cani protagonisti di «episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio».

Roberta De Rossi

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