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«È stato preso a coltellate per difendere suo figlio»

Musile. Il legale del pescatore annuncia la richiesta dei danni in sede civile Sacilotto: bisogna però aiutare anche il ragazzo accusato di tentato omicidio

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MUSILE. «Il padre ha preso la prima coltellata per cercare di difendere il figlio. Chiederemo poi in sede civile il risarcimento dei danni, il mio assistito è un pescatore e in queste condizioni chissà quando potrà tornare a lavorare». Parla il legale del 31enne di Musile accoltellato al cuore durante una lite con due minori stranieri. La rissa era scoppiata dopo averli incontrati con moglie e figlio in pieno centro a Musile e l’accusa per atti di bullismo a scuola.

Un episodio che ha impressionato tutta la comunità, che è poi scesa in piazza con le fiaccola per una manifestazione contro la violenza e gli attentati di Parigi. Alla fiaccolata ha partecipato anche il padre 31enne, M.A., appena dimesso dall’ospedale di Mestre, la moglie incinta di sette mesi e il figlio 14enne che sarebbe stato oggetto delle vessazioni degli altri due ragazzi nella scuola media di Musile.

L’avvocato della famiglia, Alessandro Menegazzo, li ha ricevuti ieri nel suo studio di Dolo e iniziato a studiare le carte processuali per avviare la sua ricostruzione. Le indagini al momento sono secretate e il 14enne accusato di tentato omicidio è rinchiuso nel carcere minorile di Treviso. Di lui pochi si sono interessati. Solo il consigliere comunale di opposizione Ivan Saccilotto, di Forza Italia, ha invitato anche a pensare a lui e alla sua famiglia, ora sotto assedio dopo il carcere, e in particolare ha invitato a riflettere su come rischiamo di perdere un giovane, anche altri coetanei che hanno bisogno di aiuto, assistenza, formazione. Ma il modo in cui il 31enne di Musile è stato mandato all’ospedale, in fin di vita e sottoposto a un delicato intervento al cuore per salvarlo, pesa in questa vicenda che la comunità e tutto il Basso Piave stanno cercando di comprendere.

«Il mio assistito ha preso sette coltellate, tra petto e schiena», conferma l’avvocato, «una diretta al cuore che evidenzia l’intento di ucciderlo. È stato chiaramente vittima di questa lite violenta, trattandosi sì di due ragazzi giovani, ma sicuramente robusti e forti, uno dei quali è in carcere e l’altro già tornato a scuola. Non mi pare che i due abbiano subito lesioni. Visto lo stato del padre direi che è stato lui a soccombere. Si è messo in mezzo per tutelare il bene giuridico più importante, che è suo figlio e anche la moglie incinta di sette mesi. Non siamo comunque stati raggiunti, da una denuncia per rissa nell’ambito delle indagini, sarà poi il pubblico ministero a contestare eventuali fattispecie di reato».

Giovanni Cagnassi

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