Pino Daniele e quel concerto a Mestre disturbato dagli autonomi

Era il 1981 e fuori dal Palasport Taliercio ci sono scontri con gli autonomi che volevano entrare senza pagare. Pino Daniele risponde con la musica e l'ironia

VENEZIA. Fu un concerto molto movimentato con contestazioni e gas lacrimogeni quello di Pino Daniele del 1981 a Mestre che si tenne al Palasport, all’epoca ancora chiamato Cavergnago e poi intitolato ad Alfredo Taliercio, dirigente del Petrolchimico di Marghera che purtroppo fu vittima delle Brigate Rosse.
Il cantante, autore e chitarrista napoletano, in quel caso dimostrò di essere abile a far mantenere la calma al pubblico, consapevole che il panico avrebbe potuto essere pericoloso. Il nostro ricordo è confortato da una registrazione di quei momenti concitati che è finita su YouTube.

In quel periodo il Paese stava vivendo la coda delle contestazioni degli anni Settanta, un periodo caldo in cui si facevano sentire movimenti come, come "Autonomia operaia" che in Veneto aveva le roccaforti a Padova e a Mestre. Pino Daniele stava cantando “Che te ne fotte” dal suo ultimo album “Vai mò” con la sua grande band mentre fuori c'erano gli autonomi che tentavano di entrare senza pagare il biglietto, come si usava all’epoca nel nome delle così dette "autoriduzioni proletarie".


La polizia ha tentato di disperdere ed allontanare dal palasport gli autonomi con i candelotti lacrimogeni.
Alcuni militanti però sono riusciti ad afferrare dei candelotti e a gettarli all'interno del palasport. L'audio si riferisce al panico che si è creato in quel momento quando il gas lacrimogeno si è diffuso nel palasport pieno sino all'orlo.

Pino Daniele, concerto movimentato a Mestre nel 1981

Si sentono i fischi della gente. Pino Daniele però non perse il controllo della situazione e riuscì ad evitare il panico, consapevole che avrebbe potuto essere pericoloso. Se gli spettatori, probabilmente alcune migliaia, avessero cominciato a scappare in modo disordinato con una parte del pubblico seduta sul parquet più di qualcuno avrebbe potuto farsi male. Ma grazie al comportamento responsabile del cantante che riuscì a far mantenere la calma agli spettatori, tutto filò per il verso giusto.
Pino Daniele non smise di cantare per evitare che il pubblico si lasciasse prendere dal panico ed al contrario invito tutti coloro che si erano alzati in piedi a sedersi. Lanciò i suoi inviti cantando frasi come: «Assettateve nu poco. Sediamoci un po’. Vinciamo sempre con la musica, non vi preoccupate».

Una volta terminato il brano aggiunse: «Speriamo che non ci caghino più il c...o e che si possa suonare senza che nessuno si faccia male. Cerchiamo di stare tranquilli, belli sereni, perché noi siamo persone educate. Sappiamo stare insieme. A Napoli in piazza eravamo 200.000 e stavamo benissimo».

Il concerto dell'anno successivo di Pino Daniele 1982, quello del "Bella 'mbriana Tour", sempre al palasport di Mestre ha visto gli spettatori subire tre controlli prima di entrare, misure da molti ritenute eccessive ma utilizzate per prevenire altri problemi. Esperienze simili a quelle del concerto di Pino Daniele del 1981 non erano proprio una rarità per gli spettatori dei concerti. Lo stesso copione accade in occasione di uno spettacolo dei Jethro Tull al Palasport di Padova, sempre in quell’epoca, probabilmente nel 1982. Anche quella volta qualche militante raccolse dei candelotti lacrimogeni e li gettò nel palasport dove il pubblico si spaventò ma per fortuna nessuno si fece male.

Tornando a Pino Daniele, lui sin da giovane fu uno degli artisti fu famoso per le sue collaborazioni con grandi musicisti italiani e stranieri. I suoi concerti erano sempre un evento per la qualità delle sue band e per come i brani dei dischi venivano stravolti con largo spazio alle improvvisazioni in cui il blues, il jazz, il rock e il funky si fondevano con la melodia napoletana.

Il gruppo di Pino Daniele del concerto di "Vai mò" era composta da Joe Amoruso (tastiere), Rino Zurzolo (basso e contrabbasso), Tony Esposito (percussioni), Karl Potter (bongos), Tulio De Piscopo (batteria) e James Senese (sax). Quella del concerto del 1982, era composta da Joe Amoruso (tastiere), Alphonso Johnson (bassista dei Weather Report prima di Jaco Pastorius), Jeremy Meek (bassista di Alan Parsons Project e Joan Armatrading) Tony Esposito (percussioni), Karl Potter (bongos), Tulio De Piscopo (batteria) e Mel Collins (sax di Eric Clapton, Rolling Stones e Bryan Ferry).
Il cantante prima del concerto del 1981 si era esibito a Mestre quando era ancora poco conosciuto con il tour del suo secondo disco “Pino Daniele” al teatro tenda installato in piazzale Candiani. Poi tornò in città in seguito al successo di “Nero a metà”, un disco diventato un classico tante che l’artista nel 2014 tornò in tour con quell’album e i suoi vecchi musicisti, suonando anche all’Arena di Verona (il primo settembre) e alla Zoppas Arena di Conegliano (il 6 dicembre).
Il bluesman partenopeo poi tenne uno straordinario concerto acustico in cui imbracciò la chitarra classica al posto di quella elettrica al Teatro Goldoni nel 1994, epoca di “Sona mò”. Ad Udine nel 1987, fu l’unico chitarrista italiano in “The Night of Guitar” accanto a mostri sacri come Robby Kriege dei Doors, Phil Manzanera dei Roxy Music e Pete Haycock.

Pino Daniele si esibì anche a fianco di Pat Metheny a Pordenone, in un concerto estivo che si tenne sotto la pioggia nel 1995.

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