«Prendere l’aspettativa è un diritto costituzionale»

La Zaccariotto risponde alle accuse: la nomina a direttore della casa di cura di Montebelluna aveva sollevato polemiche a Jesolo per le mancate dimissioni

JESOLO. «Non si deve confondere il piano delle scelte personali con quello pubblico, i differenti ruoli, il valore per tutti delle leggi vigenti, e il rispetto della stessa Costituzione».

La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, ed ex sindaco, risponde pubblicamente dopo le polemiche per la decisione di assumere l’incarico di direttore e segretaria della casa di riposo di Montebelluna, mantendo l’aspettativa al Comune di Jesolo. «Nel caso qualcuno volesse mettere in dubbio la correttezza del concorso e dell’esito potrebbe tranquillamente fare denuncia e ricorso nelle giuste sedi», dice, «ritengo invece profondamente offensivo toccare istituti giuridici come il diritto al lavoro, sanciti anche dalla nostra Costituzione, il diritto all’aspettativa, il diritto alla maternità e all’assistenza garantito dalla 104».

«Ma come», si chiede, «un sindacalista può restare in aspettativa anche per vent’anni mantenendo il suo posto di lavoro, e io no? Ciò che vale per lui, vale anche per me, come per tutti i cittadini. Ma allora avrei già dovuto lasciare il mio lavoro come dipendente pubblica anche durante il mio mandato da sindaco o da presidente della Provincia. Prima andava bene, e adesso non più, forse perché oggi urta la sensibilità di qualcuno? Sappiamo invece che è molto frequente nella pubblica amministrazione trovare dipendenti che sono in aspettativa in un ruolo, ma svolgono un incarico dirigenziale in altri contesti».

«Stupisce», aggiunge, «che da un lato si vuole che i politici “tornino a lavorare”, ma quando lo fanno poi non va più bene, diventa un privilegio e non più un diritto, quasi si volesse punire gli amministratori per essere stati a tempo pieno a servizio della collettività, con ruoli di rappresentanza sempre più complessi e carichi di pesanti responsabilità».

Zaccariotto, infine, rigetta ogni possibile accusa o insinuazione. Nei giorni scorsi, alla notizia della sua richiesta di aspettativa, molti in Comune a Jesolo come della comunità cittadina, avevano storto il naso davanti a questa scelta della Zaccariotto, una figura pubblica e di spicco che in passato ha destato già altre appassionate discussioni sul suo lavoro e la politica. Aveva anche chiesto di partecipare a un concorso per la direzione dei servizi sociali di Jesolo, salvo poi ritirarsi. Di lei, oltretutto si parla ancora come possibile candidato sindaco a Venezia.

«Nessuno scandalo», conclude, «né corsie preferenziali, nessun privilegio e neppure alcuna casta, questo concorso l’ho vinto grazie al merito e allo studio, come altri in passato li ho persi per le medesime ragioni».

Giovanni Cagnassi

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