Zaccariotto lascia Jesolo, dirigerà una casa di cura

La presidente della Provincia ha superato le prove d’accesso a Montebelluna. Era rientrata in municipio come funzionaria addetta ai rapporti con l’Europa

JESOLO. Era una promettente funzionaria dei servizi sociali jesolani, poi divenne sindaco di San Donà, per due mandati, quindi in aspettativa, e di seguito presidente della Provincia, ancora formalmente per pochi giorni fino alla chiusura definitiva entro l’anno. Ora per Francesca Zaccariotto, tornata nel frattempo al Comune di Jesolo, si profila un futuro da direttore della Casa di riposo di Montebelluna. Le indiscrezioni sono già circolate, tanto che la danno per partente molto presto.

Si vede che la posizione organizzativa riacquistata con il rientro a timbrare il cartellino le andava un po’ stretta. Meglio un posto di direttrice di un ente di spicco, sicuramente meglio retribuito. Pare abbia già superato le prove d’ingresso. Il clamoroso rientro della Zaccariotto in municipio a Jesolo aveva destato un certo stupore ed era stato accolto con distacco dagli ex colleghi e amministratori che se la sono ritrovata, ancora presidente della Provincia, in ufficio.

Ma non era più ai servizi sociali, incarico più che mai gravoso di questi tempi anche in un ricco Comune come Jesolo. Qualche anno prima aveva persino partecipato, tra gli imbarazzi dell’allora sindaco Francesco Calzavara e vice, Valerio Zoggia, sempre da presidente della Provincia, a un concorso per diventare dirigente dei servizi sociali di Jesolo in cui era funzionaria. La sua iscrizione aveva creato una grande confusione, denunciata pubblicamente da chi con lei aveva più di qualche attrito.

Marco Pasetto, ex caposervizio della polizia locale di San Donà, licenziato ai tempi in cui era lei sindaco, non si era lasciato scappare l’occasione e aveva partecipato a sua volta al concorso per protesta, adombrando possibili favoritismi alla prova. Visto il tanto clamore, la stessa Zaccariotto aveva deciso di lasciar perdere e ritirarsi con una pubblica dichiarazione, per evitare di essere additata, in caso di vittoria, come privilegiata, o criticata aspramente per impreparazione in caso di sconfitta. Era in quel momento in un vicolo cieco.

Ma gli esami non finiscono mai. In questi ultimi mesi del suo ritorno al lavoro, si occupava di rapporti con l’Unione Europea e i Paesi esteri. Un incarico sicuramente nuovo e stimolante in attesa di novità politiche. Potrebbe essere lei infatti uno dei candidati a sindaco per il Comune di Venezia. Lei ci sta lavorando, ma non tutto il centrodestra è pronto a convergere sulla sua figura.

E intanto è spuntato dal nulla questo concorso a Montebelluna e la Zaccariotto se ne andrà con tutta probabilità via dal Comune di Jesolo, dove tra i corridoi vocianti la considerano ormai prossima al grande passaggio di consegne.

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