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Evade dal carcere patteggia due anni

Ha patteggiato due anni di reclusione per l’evasione Taoufik Souilah (o Tawfik Swilah), l’immigrato tunisino di 28 anni che il 15 ottobre era evaso dal carcere di Pordenone e durante la fuga aveva...

Ha patteggiato due anni di reclusione per l’evasione Taoufik Souilah (o Tawfik Swilah), l’immigrato tunisino di 28 anni che il 15 ottobre era evaso dal carcere di Pordenone e durante la fuga aveva sequestrato e stuprato una giovane, immobilizzandola in un parcheggio non lontano dalla casa circondariale friulana e rilasciandola a Scorzè dopo una notte di violenze.

Ieri il ventottenne è stato giudicato dal tribunale di Pordenone per la sola evasione. Secondo quanto riferito dai suoi legali, Ta ...

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Ha patteggiato due anni di reclusione per l’evasione Taoufik Souilah (o Tawfik Swilah), l’immigrato tunisino di 28 anni che il 15 ottobre era evaso dal carcere di Pordenone e durante la fuga aveva sequestrato e stuprato una giovane, immobilizzandola in un parcheggio non lontano dalla casa circondariale friulana e rilasciandola a Scorzè dopo una notte di violenze.

Ieri il ventottenne è stato giudicato dal tribunale di Pordenone per la sola evasione. Secondo quanto riferito dai suoi legali, Taoufik Souilah ha ammesso le proprie responsabilità e si è scusato. Restano invece aperti i fascicoli per il sequestro di persona e la violenza sessuale, di competenza della Procura veneziana. Taoufik era evaso dal carcere di Pordenone mercoledì 15 ottobre poco prima delle 7.30, colpendo alla testa l’unica guardia penitenziaria che lo stava sorvegliando. Da qualche settimana era stato ammesso al programma che consente di lavorare all’interno della struttura: faceva le pulizie nella guardiola. Dopo l’evasione, l’uomo era rimasto nascosto tutto il giorno. Si era fatto vivo verso le 22 nel parcheggio di un ristorante di Cordenons (Pordenone), dove aveva rapito una ventottenne appena uscita dopo una cena con gli amici. L’aveva assalita alle spalle, obbligandola a salire nella sua stessa auto. L’aveva violentata in una zona di campagna, poi la fuga era continuata fino a Scorzè dove l’aveva fatta scendere dall’auto e se ne era andato con la macchina di lei.

La notte di follia si era conclusa verso le 9 del 16 ottobre quando un poliziotto della Stradale si era accorto di una utilitaria ferma in un parcheggio pubblico in via Monte Cengio a Selvazzano. Aveva dato l’allarme, permettendo di arrestare il tunisino evaso e accusato dello stupro.