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Denunce a quota 500 progetti e drappi rossi per gridare “basta”

Convegni e iniziative in città, si mobilitano gli psicologi «Sono in aumento i casi di chi esce allo scoperto e si libera»

di Mitia Chiarin
2 minuti di lettura

In città oggi si discute della violenza sulle donne, nella giornata internazionale dedicata ad un fenomeno che vede in Italia calare gli omicidi, ma non se le vittime sono donne. Cresce, però, e questa è una buona notizia, il numero delle donne che dicono basta a botte e soprusi. «Rispetto ai trecento casi che seguivamo negli anni scorsi, nel 2013 abbiamo avuto 427 casi di donne che hanno scelto di denunciare», segnala Gabriela Camozzi del Centro Donna del Comune di Venezia. Dati confermati anche nel 2014.

“Uscire dalla violenza si può” è il titolo del convegno in programma oggi a Venezia, nell’ex chiesa di San Vidal dove vengono illustrati i risultati del progetto “Lira” (eLaborare Insieme peRcorsi Antiviolenza) finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Due anni di lavoro con le donne attraverso corsi di auto-aiuto, orientamento al lavoro, autodifesa, consulenze legali, che ampliano l’offerta del centro antiviolenza del Comune di Venezia, attivo da vent'anni. Sarà presentata anche la prima ricerca in Italia sulle donne maltrattate ospiti delle due case protette della città, nel triennio 2008-2010. «Case che dovranno aumentare di numero visto che si ampliano i centri di assistenza in provincia, grazie ai fondi regionali», ricorda la Camozzi che di recente ha firmato con l’Asl 12 veneziana un accordo per il “codice rosa” nei due Pronto soccorso dell’ospedale civile di Venezia e dell’Angelo di Mestre, che prevedono il ticket gratuito per le visite a donne vittime di abusi, violenza maltrattamenti oltre alla presenza costante di psicologhe. In Veneto stima il centro “Progetto Donna” di Padova si sono registrati 720 casi di violenze nel 2013, soprattutto fisiche (47%) e psicologiche (33%). Nel Veneziano c’è molto da fare, con l’utilizzo di personale qualificato. Lo ricorda la campagna “#AmoreMalato” dell’Ordine degli psicologi del Veneto presentata ieri a Mestre da Alessandro De Carlo. Una lettera a tutti i sindaci veneti invita gli enti locali a collaborare con gli psicologi nei servizi anti-violenza.

L’Ordine porterà la campagna su Facebook. La Provincia di Venezia, invece, partecipa alla giornata di mobilitazione esponendo fino a venerdì 28 novembre, nelle tre sedi (Ca’ Corner a Venezia, centro servizi di via Forte Marghera e sede di via Sansovino) dei drappi rossi per dire no alla violenza. Per la presidente Francesca Zaccariotto anche un bilancio dell’impegno per le donne. «Tra i tanti buoni progetti da noi realizzati, ricordo con piacere quelli rivolti agli studenti nelle scuole primarie e superiori, e i due protocolli siglati con l’ordine degli avvocati di Venezia e con l’ordine degli psicologi del Veneto, per l’attivazione di alcuni sportelli antiviolenza in tutto il territorio. In questi anni, hanno fornito a diverse decine di cittadine vittime di violenza una prima consulenza gratuita, sia legale che psicologica».

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