I 90 anni dello scoutismo sandonatese

Domani alle 10 presentazione del libro “Storia dello scautismo sandonatese dalle origini ai nostri giorni” al teatro Don Bosco. Attraverso ottocento foto e svariate interviste, il volume ripercorre...

Domani alle 10 presentazione del libro “Storia dello scautismo sandonatese dalle origini ai nostri giorni” al teatro Don Bosco. Attraverso ottocento foto e svariate interviste, il volume ripercorre novant’anni di storia locale degli appartenenti al movimento fondato da Robert Baden-Powell.

Tra i primi a suggerire la stesura del libro, Gianni Salmaso, appassionato rugbista e fedelissimo scout, alla cui recente scomparsa è sopravvissuta l’idea. Il testimone è stato infatti raccolto da Maria Clara Maschietto, don Guerrino Bordignon, Gianfranco Cereser e Luciano Serra, che si sono cimentati in lunghe ricerche negli archivi sandonatesi e nelle diocesi di Treviso e Padova.

La sequenza di ricordi inizia nel novembre del 1922 quando, lo stesso giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte sul Piave, su iniziativa di monsignor Saretta e di Celestino Bastianetto i primi scout sandonatesi fanno la loro promessa lungo l’argine. Il filo dei ricordi si dipana poi negli anni successivi, passando attraverso la soppressione del gruppo imposta dal fascismo nel 1927, la sua risurrezione nel luglio del ’45 grazie al partigiano della Resistenza Arturo Rizzo, la nascita del gruppo femminile nel ’47, la fusione nell’Agesci dei gruppi femminili e maschili nel ’74 e altro ancora, fino agli attuali quattro gruppi parrocchiali, cui vanno aggiunti gli adulti del Masci e i Foulards Blanc. Il libro traccia un percorso lungo il quale le vicende degli scout incrociano spesso eventi fondamentali della storia locale e nazionale, restituendo alla memoria nomi più o meno noti di chi quella storia l’ha fatta prima ancora che vissuta. Basti pensare al promotore dello scoutismo sandonatese Celestino Bastianetto, già Ragazzo del ’99, poi deputato dell’Assemblea Costituente e nel ’48 senatore della neonata Repubblica; o al partigiano Arturo Rizzo, il cui padre Attilio fu deportato a Mathausen. «Tale era la quantità di materiale raccolto, che non tutto ha trovato posto nell’opera», spiega Gianfranco Cereser, «abbiamo però creato un archivio». La mattinata prevede la messa alle 9 e dalle 10 la presentazione del libro e l’apertura degli stand.

Alessia Pavan

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