Dipendenza da gioco Allarme Asl e “slot mob”

Livieri: «Sono diecimila le persone che ne soffrono su 240 mila abitanti» Ma solo 70 si fanno curare. A Mira un evento per chiedere interventi urgenti

DOLO. Sempre più macchinette mangiasoldi e ora è allarme ludopatia in Riviera del Brenta. A lanciarlo è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13, Fabio Livieri, mentre a Mira il 15 novembre si terrà uno “slot mob”.

I numeri fanno paura: «Nei 17 comuni dell’Asl 13 fra Riviera e Miranese», dice Livieri, «si stima che ci siano circa 10 mila, su 240 mila, le persone che soffrono di dipendenza da gioco. Giocano 3-4 volte alla settimana. Queste persone sono attratte, dalle slot machine di bar, trattorie e tabaccherie. I giocatori più incalliti sono spesso anziani, giocano con frequenza anche a Gratta e Vinci, Lotto e Superenalotto. Ci sono poi un migliaio di persone che con questo problema stanno rovinando la loro vita e quella delle loro famiglie. Giocano 2-3 volte al giorno. Di questi un centinaio è in cura al Sert: solo il 10 per cento di chi sviluppa la malattia trova poi il coraggio di curarsi».

Secondo i dati del Servizio contro le dipendenze dell’Asl 13 i pazienti seguiti sono 70. Il 66% di questi sono uomini e il 10% è già dipendente da altre sostanze, come alcol o droga. Il gioco d’azzardo patologico è una malattia vera e propria come lo sono l’alcolismo e la dipendenza da droghe.

I Comuni della zona da parte loro hanno più volte cercato di ostacolare la diffusione delle macchinette mangiasoldi. A Mira la vecchia giunta aveva fatto un regolamento chiaro in cui i baro con slot machine nei dovevano stare ad una certa distanza dai luoghi sensibili come scuole, case di riposo, e gli stessi locali dovevano collocare insegne ben visibili sulla presenza dei giochi d’azzardo.

aIl dilagante e irrazionale affidarsi all’azzardo sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze», dice l’ex assessore alle politiche sociali del Comune di Mira, Margherita Gasperini, «si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata. Per questo vogliamo agire su tre fronti: chiedere una legge che limiti il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Vogliamo insomma agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a consumare in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot o altri giochi d’azzardo. Infine vogliamo curare il cattivo gioco con il buon gioco e veri e sani momenti relazionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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