Bike sharing mai usato e un conto tutto da pagare

Il noleggio pubblico di biciclette a Mirano è stato un flop costato 80 mila euro Inaugurato nel 2010 ora sarà stoppato. E la Regione non ha mai versato i fondi

MIRANO. Doveva essere la rivoluzione del trasporto cittadino, nei prossimi giorni verrà smantellato quel poco che resta. Il bike-sharing a Mirano non è mai decollato: a testimoniarlo rimangono tre postazioni divelte e in preda al degrado, una al parcheggio dell’ospedale di via Miranese, una al terminal Actv di via Cavin di Sala e una dietro il municipio.

Colonnine diventate cestini, rastrelliere a pezzi, biciclette ritirate dopo una carriera nulla. Da incentivo alla mobilità sostenibile al monumento allo spreco. Inaugurato a settembre 2010 in pompa magna dal sindaco Cappelletto, il bike-sharing non è mai stato usato dai miranesi, tantomeno dai turisti, nonostante incentivi, tessere e periodi uso gratuito.

Le card? Ne sono state vendute una manciata, quasi tutte usate da dipendenti comunali. Le bici? Ritirate, ora si trovano a impolverarsi nel magazzino comunale, tranne un paio usate dai vigili. Gli unici ad averle provate, in questi anni, sono i ladri. A loro sì il bike-sharing è servito: le bici pubbliche sono sparite in più occasioni, costringendo il Comune a installare un costoso antifurto (altri soldi). Spesi alla fine circa 80 mila euro di soldi pubblici, senza alcun vantaggio per il traffico. Insomma, tra il flop e il pasticcio in piena regola.

Ma c’è di più: di questi 80 mila euro, 30 mila dovevano arrivare come contributo dalla Regione. A Mirano però non li hanno mai visti e così n la giunta ha deciso di adire le vie legali contro la Regione, per il recupero del cofinanziamento mai arrivato. «Perché nel frattempo», spiegano il sindaco Maria Rosa Pavanello e l’assessore Giuseppe Salviato, «quei soldi li abbiamo dovuti anticipare noi alla ditta che ha installato e gestito il servizio. Così oltre a non aver funzionato, ci è toccato pure mettere soldi che non dovevamo dare, come ne avessimo in abbondanza. È il minimo che si vada per avvocati». Oltre il danno, la beffa: nei mesi scorsi proprio la Regione ha pubblicato un nuovo bando con contributi per nuovi progetti di bike-sharing. Mirano ovviamente non farà richiesta: ora si pensa solo a come salvare il salvabile. La giunta sta pensando a un progetto per il riutilizzo almeno delle bici stipate in magazzino, affidandole a tre rivendite di bici: i negozi le noleggeranno, soprattutto a fini di cicloturismo, occupandosi anche della loro manutenzione. Ma il tempo delle colonnine pubbliche a Mirano sembra già finito. O meglio, non è mai cominciato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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