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Per l’ex Consorzio agrario scatta l’ora della bonifica

Portegrandi. Il Consiglio di Stato impone alla ditta la rimozione di scarti e ceneri che sono là da oltre 15 anni. Il sindaco Conte: «L’azienda proceda in tempi brevi»

di Marta Artico
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PORTEGRANDI. Via i rifiuti dall’ex Consorzio agrario di Portegrandi. Il Consiglio di Stato ha confermato che l’azienda produttrice dei rifiuti dovrà immediatamente eseguire la bonifica del sito delle Trezze. Tra le questioni in sospeso da tempo c’è il capannone dell’ex Consorzio agrario provinciale che contiene scarti e ceneri che si trovano lì da anni, di cui, come spesso accade in questi casi, col tempo risulta difficile capire l’esatta provenienza e salubrità.

Il capannone è in uno stato fatiscente, elemento che ha suscitato negli anni forti polemiche tra i proprietari delle ditte del luogo. Nel 2008 erano stati appesi dei cartelli gialli con il teschio e la scritta “Pericolo, rifiuti speciali” lungo il perimetro del sito per far sapere a tutti che la zona non era sana, né l’area sotto controllo. Oltre al contenuto del capannone, la questione riguardava l’amianto che ci sta sopra. La bonifica doveva rientrare all’interno del maxi pacchetto del Piruea di Portegrandi, ma è rimasta al palo, come tutta la conca.

Più di una volta gli investitori coinvolti nel mega intervento hanno spiegato di aver messo in sicurezza il sito e che le ceneri erano classificate e non sconosciute. Ora, ad oltre quindici anni dal deposito dei rifiuti all’interno dello stabile, dopo i numerosi procedimenti giudiziari, il sequestro e la confisca, può finalmente ricevere attuazione l’ordinanza con cui il sindaco di Quarto d’Altino Silvia Conte ha ingiunto alla ditta produttrice delle scorie tuttora presenti nell’edificio di provvedere al loro immediato smaltimento. «Il Consiglio di Stato con la pronuncia depositata il 29 ottobre», spiega l’amministrazione, «ha confermato le tesi del Comune, respingendo l’appello cautelare con il quale la ditta aveva tentato nuovamente di paralizzare gli effetti dell’ordinanza. In particolare, i giudici di palazzo Spada hanno ribadito il dispositivo del Tar Veneto che aveva respinto l’analoga richiesta di sospensiva della ditta e hanno sancito, come rilevato dagli uffici comunali, che il produttore dei rifiuti è tenuto a verificare attivamente le procedure di smaltimento e resta quindi obbligato, in caso di irregolarità, a provvedere in proprio alla rimozione dei rifiuti irregolarmente conferiti». «Esprimo grande soddisfazione per il risultato conseguito a favore della comunità», commenta il sindaco, «Attendiamo ora che la ditta, conformandosi spontaneamente alla decisione, voglia entro breve procedere alla definitiva rimozione delle scorie presenti nel sito. Questo è un altro importante passo per il rilancio di Portegrandi e lo sviluppo sostenibile del nostro meraviglioso territorio».

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